Noday
Solo Stare Solo
Dear Gear Records, Shore Dive Records)
alternative rock, grunge, shoegaze
Onestamente avrei voluto aspettare un lavoro completo per questi quattro ragazzi emiliani che rispondono al nome di Noday, ma questo loro Ep, Solo Stare Solo, non mi è dispiaciuto e vorrei parlarne nonostante abbiano presentato solo 5 brani.
I Noday vengono da Reggio Emilia e tre anni fa hanno messo in piedi una quartetto con influenze grunge e shoegaze. I due chitarristi Enrico Tosti e Marco Di Masi hanno cominciato a scrivere brani dopo la pandemia e poi hanno trovato la quadra mettendo in formazione Manuel Lasco alla batteria e Veronica Ganassi al basso. Veronica si alterna con Enrico alla voce, creando una sezione canora dreamy in 30 Gradi e Non Tremo Più.
Nel novero delle band govanili che cantano un certo disagio post adolescenziale dettato dall’indifferenza del prossimo e la paura del futuro, i Noday citano le giornate perse a scrollare i social, accorgendosi di chi non segue all’improvviso il loro feed tanto da infilare i Rayban sul viso per fuggire dall’alienazione e giù in strada a fingere mentre subentra un nodo in gola. Descrivono il disagio della loro provincia percorrendo confusi la Via Emilia, le loro relazioni diventano un eterno Lunedì.
Le canzoni potrebbero sembrare catchy come il brano di apertura Occhiali da Sole ma per essere molto giovani con Demodima hanno dimostrato varianze, suoni noise, sospensioni, riff erosivi che ho gradito. Hanno un suono molto sporco, abrasivo, pesante contrapposto a un cantato dolce, quasi sussurrato e per questo motivo avrei voluto sentirli sulla lunga distanza per capire se lavorano sulla stessa formula o se riescono a stupirci con qualcosa di ancora più graffiante.
Dicono che oggi c’è da ricostruire una scena musicale dove una volta era fiorente in Emilia, non hanno avuto modo di suonare ancora molto in giro concentrando le date per il prossimo autunno, fatto sta che se non si fanno cover, cinque pezzi sono pochini e serve lavorare per dimostrare di meritare il palco. La strada intrapresa è interessante e probabilmente tra un paio di anni potremo fare una recensione del loro primo disco in studio. Io li aspetto.
Social: facebook.com/nodayfuzz
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