Niia
V
(Niiarocco – Candid Records)
jazz, pop, trip hop
Americana del Massachussets, affermatasi musicalmente a Los Angeles, Niia Bertino giunge al suo quinto lavoro, come il titolo (non è una lettera, ma il numero romano) suggerisce.
Forse una predestinata – la nonna italiana era una cantante lirica – Niia è cresciuta studiando pianoforte classico per poi virare verso il jazz, senza tralasciare il lato ‘pop’ (nel senso buono) della faccenda.
Così oggi la ritroviamo a voler riallacciare col jazz un rapporto più intimo, forse un po’ lasciato da parte, e a chiedersi se e in che modo lei oggi possa essere una cantante jazz.
La risposta la troviamo in questi undici brani, e non è univoca: se il jazz per natura e storia è stata musica sempre aperta alle contaminazioni, è anche vero che non è mai stata esente da una certa ortodossia, sia da parte di chi lo suona che di chi lo ascolta.
Non sempre insomma la contaminazione è gradita, specie quando va a braccetto con quella che un po’ sbrigativamente è definita ‘facilità’.
Niia concilia i due punti di vista, in un lavoro che non ha paura di aprirsi a un pubblico più vasto e allo stesso tempo propone episodi se vogliamo più ‘classici’.
Ci sono insomma le classiche atmosfere da club fumoso dove qualche anima in pena assiste all’esibizione di turno da parte di una cantante proverbialmente affascinante (nei video presenti la nostra non rinuncia a un filo di sex appeal, senza esagerazioni), ma c’è anche l’aria aperta di corse in macchina con la testa fuori dal finestrino.
C’è il pop sofisticato in cui la nostra può ricordare Sade (con tutti i debiti distinguo, anche se effettivamente in una recente intervista Niia l’ha citata come un riferimento), ma c’è anche quello da ‘ragazza della porta accanto’ che forse può riecheggiare una Suzanne Vega.
Ci sono gli strumenti ‘classici’, dal piano al contrabbasso fino alle consuete percussioni ‘accarezzate’, ma c’è anche la voglia di sperimentare con una certa elettronica ‘british’ dalle ritmiche spezzate o, per rimanere nel Regno Unito, di ricorrere a suggestioni trip hop.
L’esito è un disco dinamico, in cui si susseguono cambi di umore o scenario, che si concentra su pezzi mediamente brevi, ma non rinuncia a certi episodi più lunghi, all’insegna di una riflessività classicamente jazz.
Niia insomma abbraccia il suo essere una cantante jazz contemporanea: consapevole che la tradizione va guardata e ripresa, ma che per mantenerla in vita è necessario allo stesso tempo essere in sintonia con la ‘musica che gira intorno’.
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