New Brutalism
Requiescat Record
(Computer Students)
noise rock, post-hardcore, math rock, rock sperimentale, industrial noise
Dopo un lungo periodo di silenzio, i New Brutalism tornano con il nuovo lavoro Requiescat Record, edito per Computer Students, etichetta da sempre attenta a progetti indipendenti e sperimentali. Un EP che rafforza ulteriormente il loro linguaggio musicale, segnato da un’essenzialità abrasiva e da un approccio diretto.
Il termine brutalismo deriva dal francese béton brut, ovvero cemento grezzo, usato da Le Corbusier per descrivere l’aspetto non rifinito del calcestruzzo nei suoi edifici. Da lì, il concetto si è ampliato fino a influenzare anche altre arti visive, tra cui la musica.
Ispirandosi a questa estetica dal design industriale, i New Brutalism (Shane Elliott alla voce, Matt Hall alla chitarra e voce, David Basford al basso e voce, Carey Balch alla batteria) portano avanti una produzione artigianale che non prevede compromessi, continuando a esaltare l’identità radicale del loro sound: ruvido, grezzo, dissonante, spoglio come il cemento a vista. Una miscela di noise rock, post-hardcore e influssi math rock alimenta la coerenza stilistica che accompagna il quartetto del Tennessee fin dagli esordi, a metà degli anni Duemila.
I tre brani che compongono l’EP – 087, 088 e 089 – seguono, come da tradizione per la band, una numerazione sequenziale che funge da archivio storico e si concentra rigorosamente sul suono, senza alcuna componente narrativa: “Non vogliamo raccontare storie, vogliamo costruire”. Nessun testo, nessuna strofa né ritornello, solo composizioni che si sviluppano su architetture ritmiche essenziali e linee sonore austere, nel contrasto tra tensione e dinamica, silenzio e rumore.
Registrato nel 2021 da Steve Albini presso gli Electrical Audio Studios di Chicago e completato nel 2025 da Bob Weston, Requiescat Record porta il marchio inconfondibile del leggendario ingegnere del suono, quasi a rivelare un’intenzione commemorativa da parte dei New Brutalism. Il risultato è un sound crudo, asciutto, severo, che si espande, si scompone e ricompone, restituendo con fedeltà chirurgica l’energia e l’urgenza dell’esecuzione. “La mia idea è catturare la realtà della performance, non costruire un’illusione”, diceva Albini.
Le chitarre, costruite in alluminio dagli stessi musicisti, generano un timbro metallico e tagliente, mentre basso e batteria trasmettono tutta la loro fisicità pulsante. Lungo i brani emergono episodi di rumorismo controllato e micro-interferenze: riff schematici, dissonanze e momenti di saturazione testimoniano una visione sperimentale che accoglie l’imprevisto come parte integrante del processo. “Suonava meglio di tutto il resto. L’abbiamo lasciato così”, spiegano i membri del gruppo.
Requiescat Record segna dunque una dichiarazione di intenti scolpita nel suono. In un’epoca in cui c’è la tendenza a preferire il packaging al contenuto, i New Brutalism non cercano forma ma funzione, affidandosi alla verità della sostanza: dura, essenziale, senza filtri.
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