Joe Jackson
Hope And Fury
(ear MUSIC)
pop, soul, country, jazz
Il ritorno di Joe Jackson è sempre un evento che non va ignorato, dato che parliamo di un artista tra i più eclettici e ancora capace di produzioni di un certo livello. La sua abilità nel muoversi fra pop, folk, soul, jazz, lambendo panorami new wave (negli anni ’80, assieme a Elvis Costello, tra le punte di diamante) e persino il punk, è nota e non necessita di troppe presentazioni.
Il nuovo lavoro si intitola Hope And Fury ed è un’elegia di generi e atmosfere diversificate che mostrano, ancora una volta, quanto l’artista britannico abbia molto da dire. Si parte decisi con Welcome To Burning‑By‑The‑Sea, che profuma di soft‑country dalle tinte melodicamente pop.
C’è poi la dimensione pop‑jazz, evidente in I’m Not Sorry, che non lascia dubbi sulle intenzioni dell’album. La voce tocca picchi elegiaci — segno che Joe è ancora pienamente sul pezzo (Made God Laugh) — e in tutto ciò c’è spazio anche per movimenti in levare (Do Do Do) e momenti quasi danceggianti (Fabulous People).
Ma il piglio di Jackson è votato alla variabilità, e infatti si torna a arrangiamenti dinamici e sfrontati (After All This Time) e a soluzioni più “costelliane” (The Face). L’eleganza — che non è solo estetica — emerge con chiarezza nei brani dal sapore jazz (End Of The Pier) e in quelli che guardano al sophisti‑pop degli Ottanta (See You In September).
Joe Jackson è tornato, e la cosa non può che far piacere: in un momento in cui la musica (quella buona) annaspa e sembra meno presente nelle vite di tutti, poter godere di ascolti raffinati e sentiti è un piccolo lusso da non sottovalutare.
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