Waterparks: recensione di JINX

Una band irregolare, iper‑colorata e sfacciatamente pop‑punk: i Waterparks tornano con un album che mescola generi, attitudini e citazioni, confermando la loro natura camaleontica e imprevedibile.

Waterparks

JINX

(BMG)

pop-punk, hip-hop, alternative rock


Sul loro sito si definiscono ironicamente «la band meno preferita della persona peggiore che conosci», ed è con questo spirito che i Waterparks si presentano al grande pubblico. Il trio guidato dal frontman Awsten Knight, celebre per i continui cambi di colore dei capelli a ogni nuova era discografica, è noto per un approccio eclettico, capace di fondere pop‑punk, alternative rock, electro‑pop, con incursioni in hip hop, jazz e musica elettronica. Tra le influenze dichiarate figurano pilastri della scena alternative come Blink‑182, Fall Out Boy, My Chemical Romance e Green Day.

Il nuovo album, JINX, si propone come naturale evoluzione del precedente Intellectual Property (2023), ampliando ulteriormente il ventaglio sonoro della band.

L’apertura è affidata alla ballad pop‑punk Tell Me Way, che vede tra i collaboratori nientemeno che Mark Hoppus dei Blink‑182. Red Guitar vira verso un electro‑pop dalle forti influenze hip hop, mettendo in luce le notevoli doti vocali di Knight.

Sulla stessa linea si muovono If Lyrics Were Confidential e Prowler, quest’ultima arricchita da riff di chitarra più aggressivi, con echi vocali che ricordano i Papa Roach. Il ritmo accelera verso un tono più punk‑rock in Better Than Therapy, mentre Nobody But You riporta l’album su coordinate hip hop.

La capacità dei Waterparks di spaziare tra generi diversi è evidente nel brano dedicato alla vocalist dei No Doubt, Gwen Stefani, dove si mescolano sonorità rap e un modo di cantare tipico del pop‑punk americano. Arrivano poi le schitarrate alla Good Charlotte in No No No No No, seguite dall’intro folk di Playing Music, che esplode in un crescendo emotivo. Mirage è la parentesi romantica del disco, una ballata che riporta il mood su toni più intimi. Tastes Like Tangerine rappresenta il momento più sperimentale: un mix di hip hop, chitarre espansive ed effetti sonori allucinati.

La chiusura è affidata alla pop song Any Minute Now e alla più impegnativa Girl Need Guns, costruita come un dialogo tra una voce da centralino di emergenza e la band, che risponde con un brano tagliente e rabbioso.

JINX è un disco ben prodotto, ricco di idee e spesso molto piacevole, anche se forse un po’ troppo lungo: con qualche traccia in meno l’ascolto sarebbe più fluido. Resta il fatto che i Waterparks, ancora una volta, hanno colto nel segno.

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