Madball: recensione di Not Your Kingdom

Un ritorno irregolare, feroce e granitico: i Madball riaffermano la loro identità con un album che ribadisce perché l’hardcore newyorkese è ancora una forza culturale e musicale inarrestabile.

Madball

Not Your Kingdom

(Nuclear Blast Records)

punk, hardcore


Quello dei Madball è un ritorno che conta. Assieme agli Agnostic Front e ai Sick Of It All (del compianto Lou Koller, recentemente scomparso), compongono il trittico delle ultime grandi band della scena hardcore americana ancora in piena salute. La formazione guidata da Freddy Cricien arriva al suo decimo album in studio, forte di una carriera trentennale vissuta senza compromessi: dal debutto Set It Off (1994) al nuovo Not Your Kingdom scorrono 32 anni di concerti, tour e una dedizione totale che ha consacrato la band newyorkese come una delle più influenti al mondo.

L’album è un concentrato di hardcore new e old school, con innesti metal, sostenuti dal classico scream & growl di Cricien, vero collante dell’intero progetto. L’iniziale Thetered mostra subito la sua crudezza: un brano diretto come un gancio in pieno volto. Stessa intensità in Flammable, con un drumming che sfiora il grindcore, e nella punkeggiante Rebelude, aperta da un’intro quasi hip hop.

Il disco prosegue con Rebel Kids, un invito a non piegarsi mai, fin da ragazzini. Don’t Miss Step è puro punk‑hardcore, con un’eco evidente degli amici Agnostic Front. Le accordature ribassate e i riff potenti sono il trait d’union dell’intero lavoro: What Say You vira verso un punk/rock ’n’ roll, Stab Wounds strizza l’occhio al thrash più brutale, mentre Life’s Mural rispetta i canoni classici del sound Madball.

Con Family First la band ribadisce un concetto cardine dell’etica hardcore: l’importanza della crew, dell’unità, della fratellanza. Clockwork torna a un retrogusto sludge/metal, mentre IWI è pura velocità e rabbia. La chiusura è affidata a The Ride e Chase A Dream, due brani perfettamente in linea con il mood di Not Your Kingdom, che sigillano un lavoro costruito con dedizione e coerenza.

I Madball non tradiscono (quasi) mai le aspettative: anche questa volta si confermano una delle compagini più solide e rispettate della scena punk‑hardcore mondiale.

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Emiliano Romanelli
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