Dinosaur Jr.
There Near
(Jagjaguwar)
indie rock, grunge, alternative rock
Ci sono band che nel corso del tempo non cambiano mai, sono riconoscibilissime per sound e cantato e indubbiamente di fronte a un album realizzato da J Mascis non puoi non sapere cosa andrai ad ascoltare. There Near, tredicesimo album in studio della storica band alternative rock Dinosaur Jr. è uno di quei dischi a scatola chiusa che prendi ben sapendo che non rimarrai deluso, al massimo potrai scovare qualche brano fuori dalla solita produzione e pertanto potresti anche rimanerne favorevolmente colpito.
In questo nuovo album Mascis, Barlow e Murph mettono insieme quanto ormai prodotto nel loro repertorio, fondendo ironia e malinconia attraverso il lavoro chitarristico del front man della band originaria del Massachusetts, supportato come sempre dalla sezione ritmica dei suoi due compari di palco il cui rapporto con la reunion di ventanni fa si è cementato in queste ultime due decadi.
Mascis ricorda che il grande produttore Rick Rubin soleva invitare le band che si mettevano nelle sue mani a ritornare al sound degli esordi perciò, prendendo atto del consiglio carpito da quanto detto da altre band sul buon mago del suono, ai Dinosaur Jr ritornare sul luogo del delitto non è parsa una cattiva idea: il singer era arrivato pure ad acquistare lo stesso amplificatore usato per registrare a casa di Chris Dixon il primo album, parliamo del 1984, pur di recuperare il sound primordiale. Mascis poi ha sempre voluto imitare il suono di Ron Asheton negli Stooges, quindi il suo indirizzo sonoro ha avuto da subito una identità precisa.
Fino a Green Mind il sound della band era molto più acido, rombante e sperimentale, non che nel tempo si sia addolcito ma certamente le melodie da allora si sono fatte più orecchiabili rispetto al caos punk dei loro primi lavori degli anni Ottanta. Quindi quando Mascis parla di un ritorno, ci si aspetta qualcosa di più variegato e duro, e non la vedo esattamente così in questo disco sebbene penso che There Near sia il miglior disco dai tempi di Farm.
Le 11 tracce sono folgori elettriche grezze ma efficaci, tutta una serie di schitarrate, riff, assoli apparentemente stonati come al solito, con un gran bel solo nella dolente Put it Down, il miglior lavoro strutturale presente sull’album. Il suono è corposo caldo e la batteria è nitida, precisa e potente, le canzoni si arricchiscono quando entra in scena Ken Mauri su piano e organo.
La band mantiene la propria formula musicale di base, pur variando leggermente gli ingredienti, come da consuetudine, i brani acchiappano subito da Several Got Away fino alle successive Gone Off, Clam Along, No Friends. Read the Room è un buon pezzo con un riff iniziale molto piacevole, seguito da una parte di canzone che stacca nel ritornello, concludendosi con una ridondanza di due corde.
Con i suoi 60 anni Mascis continua a vivere nella città dove è cresciuto, godendo delle piste ciclabili e di un’area naturalistica in cui si prende il tempo con la moglie per ammirare castori e oche. Nel disco si parla di saper affrontare i giorni tristi, quindi i contenuti lirici sono tutti su questo piano, raccontando di momenti di depressione, sfiducia, falsi amici e uno sguardo abbattuto sui nostri tempi. Ma la musica ha un’altra spinta, dato che Mascis si sente più espressivo con la chitarra piuttosto che con i testi, e su questi c’è poco da dire, dato che lo stesso artista ammette di avere sempre ficcato parole un po’ a caso, polemico sul fatto che oggi è possibile leggere i testi sconclusionati su Spotify.
Nel complesso i Dinosaur Jr. rimangono se stessi e riescono ancora a trasmettere un senso di irrequietezza e freschezza giovanile nonostante siano ormai da un pezzo negli anta, pur con l’indole sempre chiassosa e alla fine bè, questo disco ce lo si gode perché come dicevo all’inizio, te lo aspettavi così, e così è stato.
Sito web: dinosaurjr.com
Gli ultimi articoli di Luca Paisiello
- The Western Front: recensione di Eureka - September 10th, 2026
- Gee Whiz: recensione di How To Manage a Crisis - September 1st, 2026
- Johnny Freak: recensione di In Vita - August 26th, 2026
- P.A.O. (Pulsazioni d’Anime Oneste): recensione di Le Radici e la Luna - August 24th, 2026
- Dogstar: recensione di All In Now - July 4th, 2026
