Johnny Freak: recensione di In Vita

Un album di rock lirico quello dei Johnny Freak, che sottolinea l’incapacità di piegarsi ai dettami dello star business e al conformismo imposto dai tempi moderni.

Johnny Freak

In Vita

(La Foresta Urbana / Believe)

alternative rock


Suonano da venti anni e principalmente l’hanno fatto nei locali della provincia di Frosinone: loro sono i Johnny Freak, un quartetto laziale di alternative rock con alle spalle tre pubblicazioni sulla lunga distanza, ora fuori con il loro nuovo album In Vita.

Gli 11 brani di questo lavoro partono dal manifesto di Suona, una canzone che racconta delle scelte che hanno fatto come musicisti per rimanere integri, senza acconsentire a percorsi facili, corti, che forse li avrebbero aiutati a venire fuori. Il brano, carico di energia e sentimento, vuole essere riconoscente a quei sostenitori che li hanno incoraggiati, o perché no, anche quelli che li volevano più easy e li hanno convinti a non dar loro ascolto e proseguire piuttosto liberi da tutto. Liberatorio è anche il Grida del pezzo successivo, con quel “svegliarsi così e disattendere alle mille illusioni avute” che parla della volontà di tagliare ponti e situazioni tossiche, del tutto inutili.

La libertà e l’anticonformismo sono quindi il tema centrale di questo disco, Pupazzo e Salta Giù parlano di volontà di ripartenze, di confessioni, di ansie, di riscatto, che poi sono tematiche presenti anche nei dischi precedenti. Ci sono canzoni decisamente ripiene di quello che io chiamo rock drammatico, ritmi sostenuti, oscuri, graffianti e liriche di impatto, parlo per esempio di Clessidra o il Tommy che è una dedica a quanti hanno lasciato un segno nella vita degli altri, come anche l’acustica Salvami è uno di quei momenti toccanti dove si fa una richiesta di soccorso per non sentirsi lasciati abbandonati in un mondo dettato dall’indifferenza che porta ad essere indolenti.

Luca Spisani, voce e pianoforte, dirige i testi della band elaborando il tutto insieme al collega Davide Ausoni alla chitarra. Ora Cadrai, Ultimo Ballo e Vita sono cucite su liriche amareggiate, su strofe che si adagiano verso i “voi a gonfiarci di colori in un mondo in bianco e nero ci avete reso ignobili”, dita puntate su persone indecorose e prive di compassione. Chiude il disco dettato da un rock lirico un rifacimento de La Donna Cannone di De Gregori, per loro una rivisitazione che è “un atto d’amore, e l’amore non bada a conseguenze.”

Social: https://www.instagram.com/johnnyfreak_official

Gli ultimi articoli di Luca Paisiello

Condivi sui social network:
Luca Paisiello
Luca Paisiello
Articoli: 536