Destine: Illuminate

Secondo album per gli olandesi Destine, Illuminate, pur se con risultati contrastati, offre un ascolto gradevole che gioca sulle giustapposizioni di energia e morbidezza

Destine

Illuminate

(Cd, Rude Records)

pop punk, rock

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Destine: IlluminateGli olandesi Destine firmano il loro secondo album, Illuminate, dopo un esordio dal discreto successo per cui si deve guardare indietro di qualche anno. Illuminate offre un pop punk corposo e non originalissimo che sposta l’equilibrio più sul versante pop, riuscendo proprio dove i toni si fanno più morbidi, sfumati e orecchiabili.

I nostri non scelgono certo la strada della sperimentazione, ma confezionano un album orecchiabile e spensierato, con momenti anche aggressivi e esplosivi, come nell’apertura con Four Leaf Clover o in Unbreakable.

Ma il punto forte sembra essere quello dei brani più morbidi, tra i quali figurano il singolo Stay, con la sua aura di serenità, Night Skies un brano malinconico il cui tono è ripreso nella punta di tristezza che attraversa la ballata romantica Best Kept Secret: che cresce e sviluppa un tappeto sonoro a maglia molto fitta, caratteristica ricorrente anche negli altri brani, attraversato dalle scariche elettriche delle chitarre. La malinconia resa caotica e movimentata di The Awakening prelude a una conclusione tutto sommato quasi epica con la title-track che chiude l’album.

Illuminate è mixato da James Paul Wisner e David Bendeth, già collaboratori di band come Paramore, Underoath e All Time Low. Con questo album il quintetto olandese tenta di bissare il successo dell’album di esordio, e attualmente ha alcune date fissate nei prossimi mesi in diversi festival nella natia Olanda, in Francia e in Germania.

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