C’mon Tigre: recensione di Lumina

C’mon Tigre, Lumina: la recensione del nuovo album tra elettronica, rave e strumenti acustici. Ospiti, singoli, tracklist e date del tour.

C’mon Tigre

Lumina

(CMT)

elettronica, jazz, world music


Dodici anni dopo l’esordio omonimo del 2015, i C’mon Tigre tornano con Lumina, quinto album in studio pubblicato dalla loro etichetta, CMT, in digitale, su CD e su doppio vinile. Un disco che porta a compimento un percorso lungo oltre un anno, scandito da una serie di singoli e da una sperimentazione dal vivo condivisa con il pubblico ben prima dell’uscita, e che segna la svolta più netta nella storia del collettivo che ruota attorno al duo di compositori di base a Bologna.

Per capire Lumina bisogna partire dal palco. Il 10 e l’11 ottobre 2025, al Robot Festival di Bologna, e poi il primo novembre al JazzMi di Milano, i C’mon Tigre hanno presentato LUMINA – Immersive Frequencies, a Technological Dancefloor, uno spettacolo prodotto con il sostegno della Regione Emilia-Romagna in cui cinque musicisti e un robot percussionista, impegnato su strumenti provenienti da culture diverse, occupavano il centro della sala. Quelle serate sono diventate un laboratorio: il pubblico ha ascoltato i brani mentre prendevano forma, e la relazione tra musica e corpi in movimento ha inciso sulla versione definitiva del disco.

Il cambiamento è dichiarato apertamente: l’elettronica smette di essere sfondo e diventa il cuore del suono. Sintetizzatori, arpeggiatori, sequenze e ritmiche nate dalla cultura dei club si intrecciano con l’oud, il violoncello, il vibrafono e le percussioni lungo tredici tracce concepite come un flusso unico, in cui perfino la voce rinuncia spesso alla funzione narrativa per farsi materia sonora. Il punto di riferimento ideale è il rave inteso come spazio di rito collettivo e di libertà temporanea, dove la ripetizione non serve a fuggire ma a ritrovarsi. Gli stessi C’mon Tigre spiegano che la domanda che attraversa l’album riguarda il modo di fare musica oggi, in un tempo in cui la tecnologia ha cambiato non solo gli strumenti ma la percezione del suono, del tempo e della presenza fisica, e che la risposta cercata non è una sintesi pacificata ma un equilibrio instabile tra corpo e macchina, ritualità e sperimentazione.

La costruzione del disco si può seguire a ritroso attraverso i singoli. Il primo, K//A\K//A, è uscito il 19 settembre 2025 e oggi chiude la scaletta. Il 24 aprile 2026 è arrivato Driver Idle, con il rapper e autore newyorkese Perry Maysun, voce della scena hip hop alternativa e sperimentale: una riflessione sul disorientamento collettivo di questi anni, costruita su una melodia dal sapore etnico che si innesta su un groove urbano profondo, accompagnata da un video diretto e montato da Marco Molinelli con personaggi realizzati in Unreal Engine 5. Il 22 maggio è stata la volta di Vanta, poi il 19 giugno di Ceiling Drip Gospel, firmata con TYTO, progetto solista del polistrumentista Beppe Scardino, da anni al sassofono, al flauto e ai sintetizzatori con i C’mon Tigre, e con la voce di Caterina Yuka Sforza, già con Nicaragua e Dumbo Gets Mad. Il brano nasce da una poesia che TYTO scrisse dopo la morte di David Bowie, il ritratto di una casa che si sgretola mentre chi la abita prova a restare intero, e si muove su una figura di chitarra asciutta e un battito elettronico senza fretta, che flauti e sintetizzatori riempiono a poco a poco. È la prima volta che i due progetti si incontrano pienamente su disco, e il pezzo compare anche nel nuovo album di TYTO.

L’ultimo assaggio, The Beautiful Glitch, uscito il 18 settembre, è forse la chiave di lettura più interessante dell’intero lavoro. Racconta la bellezza dell’errore in un mondo in cui il confine tra reale e virtuale si fa sempre più sottile, e lo fa ricorrendo a tecniche tradizionali, senza alcun uso dell’intelligenza artificiale. Una scelta che pesa, se si pensa che appena due anni fa, con Soundtrack For Imaginary Movie Vol. 1, pubblicato a nome C’mon Tigre – Instrumental Ensemble, il collettivo aveva composto colonne sonore per film immaginari partendo da testi scritti in collaborazione con l’intelligenza artificiale. Lumina non rinnega quell’esperimento ma ne rovescia la prospettiva: la tecnologia resta al centro del discorso, ma come oggetto di interrogazione più che come scorciatoia creativa.

Attorno ai singoli, la scaletta alterna titoli come Enter, Both Sides of the Moon, We Were Here, Technically e Late Checkout a parole che guardano altrove, da Nanã a Burukê, da Sawa a Riad: un segnale di continuità con la vocazione meticcia che i C’mon Tigre coltivano dal debutto, quando il loro jazz contaminato da afrobeat e suggestioni mediterranee si presentava senza volti e senza nomi, lasciando parlare soltanto la musica e le immagini. Chi temeva che l’approdo all’elettronica potesse appiattire quella ricchezza di colori troverà invece un collettivo che usa la pista da ballo come nuovo terreno di ricerca, senza trasformare Lumina in un semplice disco da club.

Dopo Habitat, pubblicato nel novembre 2023 e accolto da molte classifiche di fine anno della stampa specializzata, i C’mon Tigre scelgono dunque di non replicare una formula riuscita e di rimettersi in gioco, coerenti con un percorso in cui ogni album diventa un progetto multidisciplinare tra musica, immagine e spettacolo. Lumina è il disco di un collettivo che, superati i dieci anni di attività, preferisce porsi domande scomode sul presente piuttosto che rifugiarsi nel proprio stile riconoscibile.

Il disco verrà presentato dal vivo in un tour che toccherà il Teatro Comunale di Vicenza il 6 novembre, il Teatro Ariosto di Reggio Emilia il 15 novembre, la Santeria Toscana 31 di Milano il 2 dicembre, l’Hiroshima Mon Amour di Torino il 3 dicembre, l’Eremo Club di Molfetta l’11 dicembre, il Largo Venue di Roma il 12 dicembre e il Dumbo di Bologna il 29 gennaio.

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Garofalo Massimo
Garofalo Massimo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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