Boozoo Bajou: Grains

Con Grains, il duo di Norimberga si impone nella scena elettronica in un mix di passato, presente e futuro, fondendo sofisticata elettronica e jazz seducente.

Bozoo Bajou

Grains

(Cd, K7)

elettronica, jazz, dub, pop

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boozoo bajou

Dopo ben dieci anni di sperimentale fusione di generi, i Boozoo Bajou tornano sulla scena con la sofisticata elettronica di Grains.

Il duo tedesco si è imposto su scala globale nel 1998 con il single Night Over Manaus, seguito dall’album di debutto Satta, del 2001, e dal suo seguito Dust My Broom, del 2005.
I componenti del gruppo, Florian Seyberth e Peter Heider, sono celebri per la loro passione per le fusione dei generi, abbinando elettronica a blues, jazz a ritmi latini, sound classico a acustica folk.

Grains si può considerare tuttavia un nuovo capitolo nell’evoluzione musicale del duo di Norimberga, ispirato dalla canzone d’autore degli anni ’70, dove trova spazio, per la prima volta nella storia del gruppo, una voce femminile.
La cantante è l’inglese Rumer, presente nella malinconica e orientaleggiante Same Sun e in Messengers, un mix di elettronica, jazz e acustica folk.

La titletrack rimanda al sound della West Coast californiana e lo stesso Florian dice di essa: «Provo davvero sentimenti legati all’oceano quando la ascolto, un ampio Oceano Pacifico».
E appunto il senso di ampiezza che questa traccia comunica è stato il motivo di intitolare con lo stesso nome  l’intero album, che rappresenta la loro idea di vasta gamma di ingredienti e ispirazioni.

Il filo conduttore dell’album è sicuramente l’elettronica, ma le canzoni offrono emozioni diverse, dalla malinconia di Flickers all’atmosfera western di Kinder Ohne Strom, al jazz di Sign.

Un album che merita, i fan ci andranno a nozze, chi non conosce l’elettronica piegata al pop può fare un piacevole ingresso in un genere tutt’altro che facile.

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Angela Corrias
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