Alan+
S.A.L.I.G.I.A le 7 vie del vizio
(I Libri di Mompracem)
post-rock elettronico, dark ambient, industrial, noise, art-rock, spoken word, soundtrack, music & poetry
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“Gli uomini in certi momenti sono padroni del loro destino; la colpa, caro Bruto, non è delle nostre stelle, ma dei nostri vizi”. (William Shakespeare)
A distanza di tre anni dalla pubblicazione di Anamorfosi, gli Alan+, band composta da Alessandro Casini (chitarra elettrica ed acustica, synth, stomp box noises) e Tony Vivona (basso, contrabbasso elettrico, Microkorg, Roli, flutebass) manda alle stampe il loro nuovo progetto discografico intitolato S.A.L.I.G.I.A (acronimo medievale dei sette vizi capitali), edito da I Libri di Mompracem.
S.A.L.I.G.I.A le 7 vie del vizio è una raccolta di sette canzoni (più Intro e Outro) che vede il coinvolgimento di sette scrittori e la partecipazione di altri musicisti come Lorenzo Desiati alla batteria, Mariachiara Gaddi al violoncello, Laura Sbaccheri all’oboe, Raffaele Mei alla tromba e Franco Poggiali Berlinghieri al pianoforte.
“Ogni brano letterario, ogni vizio capitale ha un suo importante e fondamentale supporto sonoro, un accompagnamento vitale e perfetto, una sintonia disturbante ma efficace degli Alan+”, come afferma il giornalista e critico musicale fiorentino Bruno Casini.
Quella degli Alan+ non è dunque una semplice rivisitazione artistica dei sette vizi capitali (superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia e accidia), bensì una sinergia trasversale tra diversi campi dell’arte (pathos declamatorio, magnetico e teatrale dello spoken word, musica, danza e animazione grafica) che dà luogo a una vera e propria immersione sensoriale nell’impervio e seducente abisso del vizio, in quella dimensione individuale e interiore che mette a dura prova l’equilibrio tra spirito e corporeità, coscienza e istinto animale.
Ci si insinua lentamente all’interno di un universo claustrofobico, sulla soglia di quel precipizio morale dove si annidano le imperfezioni, le distorsioni emotive e le debolezze umane, da sempre caratterizzate, appunto, dai sette vizi capitali (anticamente associati a demoni e animali), con l’idea di sonorizzare quei cosiddetti peccati “sociali” che, oggi come ieri, determinano i rapporti degli uomini tra loro, generando dipendenza, disordine e conflitti nella comunità.
Un’opera sonico-letteraria e sperimentale in cui regna l’oscurità più enigmatica, magmatica, bestiale ed elettrica, dove pulsioni e perversioni vengono scandite dal rumorismo di chitarre ronzanti e da ritmiche dissonanti di basso. Così, come un diaframma che si dilata e si contrae, S.A.L.I.G.I.A prende forma attraverso un post-rock jazzistico e abrasivo che rimanda ai Massimo Volume (Avarizia) e un tribalismo etnico-percussivo che ribolle e richiama alla bramosia di dionisiache fluidità ritmiche (Lussuria), mentre elementi taglienti di un serrato noise-rock industrial metallico (Superbia) si intrecciano a ipnotiche e malinconiche atmosfere elettro-ambient a tinte dark in stile Arab Strap (Gola, Accidia).
Una densità psichedelica da cui affiorano sonorità vibranti, disturbanti e psicotiche di memoria trentreznoriana (Invidia), come a voler conferire maggior forza emozionale, evocativa e comunicativa a un percorso di esplorazione ed espiazione che profuma sì di antico, ma che al tempo stesso risulta incredibilmente attuale.
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