Acid Brains: recensione di Il Caos

Gli Acid Brains sono un quartetto che arriva da Lucca e che è molto attivo da anni nel circuito underground italiano. I quattro brani contenuti in questo mini album sono un pugno nello stomaco: poco inclini ad accessi facili e melodie immediate. Ma...

Acid Brains

Il Caos

(Infecta Suoni & Affini)

rock

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Gli Acid Brains sono un quartetto che arriva da Lucca e che è molto attivo da anni nel circuito underground italiano.

Ad inizio primavera la band toscana ha dato alla luce questo EP, il primo cantato interamente italiano, che risente numerose influenze.

In primo luogo va detto che i quattro brani contenuti in questo mini album sono un pugno nello stomaco, perché poco inclini ad accessi facili e melodie immediate.

Ci sono tantissimi riferimenti a band importanti che i nostri riescono a riassumere con capacità e lo si può capire immediatamente dal riff iniziale di Confucio che è un vero e proprio omaggio ai System Of A Down.

Il cantato di Stefano Giambastiani, inoltre, rende omaggio a Pierpaolo Capovilla e sono proprio le band dell’artista veneto (One Dimensional Man e Il Teatro Degli Orrori) a essere più volte citate in questo lavoro.

Soffermarsi, però, in apparenza solo su queste somiglianze sarebbe ingiusto nei confronti di questi musicisti che hanno, dalla loro, il pregio di scrivere, comunque, brani intelligenti e pieni di forza che sono scevri da storture commerciali.

Anche la morbida e conclusiva Resilienza 4.0, che tra quelle del lotto è la più tranquilla, ha dalla sua la capacità di sorprendere attraverso tessiture intriganti e melodie trasversali.

La scelta, poi, di cantare in italiano è un vero atto di coraggio che ha, soprattutto, il merito di poter far penetrare meglio e con maggiore forza rispetto all’idioma inglese il proprio messaggio nelle teste degli ascoltatori.

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Francesco Brunale
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