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Bologna Violenta: Discordia

Luca Paisiello 11 maggio 2016 Recensioni Cd
bologna-violenta-discordia-recensione

Bologna Violenta

Discordia

(Overdrive)

avantgarde, noise

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bologna-violenta-discordia-recensioneBologna Violenta è lo pseudonimo con cui Nicola Manzan ha firmato tutti i suoi dischi e questo Discordia è il suo quinto lavoro, che rimane conforme al suo modus operandi attraverso 16 tracce dove predominano chitarre metal-noise stuprate da suoni elettronici e musiche da cinema d’avanguardia, spesso a ritmi vertiginosi e drammatici.

Il disco è nato con la collaborazione del batterista dei Dark Lunacy, Alessandro Vagnoni, ed è “ispirato agli esseri umani che dedicano la propria vita a mettersi gli uni contro gli altri per avere poi un unico, comune finale: la morte”. Le atmosfere sono quindi tragiche, urlanti, che mostrano un animo tormentato e brevi storie di cronaca, da Incredibile lite al supermercato a Lavoro e rapina in Mongolia.

Per certi versi possiamo accostare quest’opera piuttosto vicina a quella dei Calibro 35, con siparietti musicali orchestrali tra una sfuriata elettrica e l’altra che riportano alla cinematografia del genere poliziesco brutale, crudo e atroce. Non a caso il suo precedente album, Uno Bianca, narrava strumentalmente la cronaca criminale della terribile banda armata che ha sconvolto l’Emilia nei primi anni 90.

Sono tutti brani strumentali, alcuni abbastanza orecchiabili come Binario Morto o il finale di Colonialismo. Ma per la gran parte rimangono piccole schegge impazzite di un universo sonoro non aperto a tutti, in cui il polistrumentista Manzan da più di 10 anni si diverte a sperimentare suoni attorno al suo violino, che in questo album non è dominante al di fuori di brevi spazi come in Postiboli d’Oriente.

Sito web: www.bolognaviolenta.com

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Bologna Violenta: Discordia il 11 maggio 2016 votato 2.5su 5
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