Whitesnake: Forever More

Se volete ascoltare i soliti Whitesnake, questo Forever More rappresenta in pieno il loro stile, tutto grinta blues n’ rock, anche se da grandi band ci si aspetta sempre qualcosa di meglio

Whitesnake

Forever More

(Cd, Frontier Records)

hard rock

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Whitesnake- Forever MoreE’ il dodicesimo album per David Coverdale che con i suoi Whitesnake torna a sfoderare un hard rock melodico, scrivendo i 13 pezzi di Forever More con il chitarrista Doug Aldrich. Un Blues n’ Roll grintoso con alcune varianti che fanno di questo lavoro un disco discreto, in cui si manifesta ancora una volta la classe e l’esperienza di una band assai nota nel panorama mondiale.

Non sono proprio un fan del Serpente Bianco, ma l’inizio dell’album è bello ricco di sonorità southern rock con i giri di armonica su Steal Your Heart Away, un avvio bello carico dunque che mi predispone favorevolmente all’ascolto. Ma il secondo brano All Out Of Luck e il singolo di lancio Love Will Set You Free, un soul irrequieto, lasciano il sospetto che i Whitesnake non facciano altro che riciclare brani già sentiti e strasentiti. Roba buona, ma nessuna novità, del resto a loro detta “è quello che i fans vogliono sentire”.

In generale canzoni piacevoli e ritmi grintosi, chitarre un po’ meno esaltanti sugli assoli, ma è indiscutibile che si tratti di una produzione eccellente, suoni puliti e scaletta ben costruita. Abbiamo le ballads come Easier Said Than Done, dal sapore classico, e Fare The Wall che sembra di ascoltare i Mr Big fusi con qualche country band, country che pare effettivamente più marcato in un non brillantissimo One Of These Days.

Non manca il blues rock con tutte i suoi elementi distintivi in Whipping Boys Blues. L’acuto di Coverdale, nonostante una voce non più quella dei tempi migliori, se la cava dignitosamente e viene messa alla prova in My Evil Ways, anche se non possiamo parlare di pezzone.

I brani che voglio consigliare sono la luminosa I Need You (Shine A Light) e Dogs In The Street che riporta alle atmosfere da anni 80. Ma è soprattutto la title track dell’album, Forevor More, quella che merita tutta l’attenzione con i suoi 7 minuti e 20 secondi intensi. Ecco, dopo tanti anni di onorata carriera, milioni di dischi di platino, folle oceaniche nei concerti, esigiamo pezzi di questo livello.

Brian Ruedy sarà il tastierista che accompagnerà la band in tour per il 2011, tra cui la presenza in Italia al Gods of Metal del 22 giugno.  Nel complesso, un passo appena indietro a Good To Be Bad del 2008, ma se i Whitesnake rimangono questi, ben vengano i loro dischi.

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Luca Paisiello
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