The Telescopes
Stone Tapes
(Yard Press)
psichedelia, space rock, shoegaze, indie
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È l’italianissima Yard Press che segna il ritorno dei The Telescopes di Stephen Lawrie; la sua creazione torna di nuovo in vita con questo Stone Tapes, un concept album bassato sulla Stone Tape Theory di Thomas Charles Lethbridge.
Si tratta quindi di un disco che prende spunto dalle suggestioni dell’archeologo, esploratore e parapiscologo che teorizzò nel 1961 come gli oggetti inanimati possano assorbire energia elettrica dagli esseri animati durante eventi traumatici, inglobandone le paure, per immagazzinarle e riprodurle in determinate circostanze.
Teoria suggestiva, senza dubbio, ma le vere suggestioni arrivano dalle 6 tracce di questo Stone Tapes, 500 copie in vinile e in digital download.
Suggestioni, dicevamo, che prendono spunto da un lento, lentissimo procedere a piccoli passi, nel buio degli incubi che solo la psiche sa regalare.
I Telescopes ancora una volta producono musica nera come la pece, poco più di mezzora in cui ci costringono a camminare a in punta di piedi e a tentoni, tra poche note di pianoforte e tantissimi droni, muri shoegaze, spirali psichedeliche, parole sussurate che sembrano arrivare dall’aldilà, reverberi, distorsioni e tutto l’armamentario space-psych, ma al rallentatore.
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