Neodea: Libero Arbitrio

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Neodea

Libero Arbitrio

(Autoproduzione)

alternative rock

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neodea-libero-arbitrio“Siate Rock”, leggevo su un post condiviso qualche giorno fa da Diego Galeri, batterista di Timoria e Adam Carpet, frase che capita proprio a fagiolo in occasione della pubblicazione del nuovo album dei Neodea, Libero Arbitrio. D’accordo, non siamo più negli anni ’90 e molte band ormai hanno deciso di allontanarsi dalle sonorità musicali dirette allo stomaco scegliendo, con la scusa di cercare strade nuove e linee melodiche più moderne, un modo più semplice per acchiappare il pubblico, finendo per suonare fiaccamente pop.

Non è il caso dei Neodea, band milanese alternative rock dal suono potente e risoluto che, dopo il primo album Teorema del Delirio, erano stati notati da Jonathan Plum (Pearl Jam, Alice in Chains, Blind Melon, Queensryche) accogliendoli a registrare nel suo studio di Seattle. Oggi, a distanza di qualche anno dal loro Ep Paralleli, un altro grande produttore, Pietro Foresti (Premio MEI 2016 come Best Rock Producer) ha sostenuto il lavoro di questi 4 musicisti, mettendo tutta la sua competenza tecnica al servizio delle loro 10 canzoni senza lesinare consigli per la strada da seguire come fosse di fronte ad una delle più importanti band del mondo. Quando si dice essere professionali…

Libero Arbitrio è un titolo che innanzitutto rispecchia la scelta di non ammorbidirsi e di non ruffianarsi gli ascoltatori con soluzioni facili. Proprio per questo le prime tracce sono schiaffi in faccia dettati dalle ritmiche aggressive di Hofmann, A Piedi Nudi (intro che spacca), la piacevole Polvere, in cui la chitarra di Federico Valisi sfodera power chord distorti e riff netti, squillanti e precisi, accompagnati dagli schianti di Francesco Romeo sulla batteria e la linea di basso sorretta da Igor Mihalji. Se poi il cantato di Luca Colombo gioca con diverse sfumature vocali, dai ruggiti di Gabbia, agli acuti di Polvere o le linee melodiche di Solitudini Urbane, il primo singolo del gruppo, ci rendiamo conto che non è il solito sound da classifica e da rotazione radiofonica che paga le bollette a radio e Tv nostrane nazional-popolari.

L’energia e la rabbia dei Neodea in questi anni non sono sparite ed è rimasto l’intento di dare sfogo alla sei-corde producendo rumori sonici ancora più duri dei lavori precedenti, raccontando il disturbo dell’anima, tratteggiando parabole melodiche combattive nei testi espliciti tra stati d’accusa verso i preti pedofili, sdegno dichiarato verso i Ratti che infestano la nostra vita, la miseria nelle nostre metropoli piene di luci, locali, attrazioni, ma vuote a causa della distanza umana, che si dispera solo per delle Menate.

Il Libero Arbitrio è il coraggioso atto che le persone compiono per emanciparsi da queste indigenze, dai lividi rimasti addosso, dalle ceneri dell’inferno che ha travolto la loro esistenza. Oggi è triste pensare che tutta questa molla rivoluzionaria che era il rock, quando aveva qualcosa da rimproverare per risvegliare le coscienze, sia svanita nel nulla, dispersa in frammenti di band senza molto da dire, ancorate in un finto universo indipendente che suona solo per accappararsi un pubblico, sperando di rimanere assorbito nel vortice del mercato dei live concert, unico reale sostegno rimasto per continuare a fare musica. Per Luca Colombo invece il rock è esattamente il veicolo per raccontare la realtà che ci obbliga a dover fingere per sopravvivere.

I Neodea suonano duro, con pezzi di gran tiro e alcuni non facilmente assimilabili (Gabbia, Ratti, Houdini) ad eccezione di un paio di brani più morbidi. Tra questi troviamo la splendida Tramonto, canzone figlia della scomparsa di una persona a loro molto cara, un brano emozionante che parla di promesse che non potranno più essere mantenute, con un assolo sulla coda che rimane impresso dentro, scavando a fondo nei sentimenti che devono essere soffocati dalla sottrazione di qualcosa che non avremo mai più indietro.

Sito web: www.neodea.it

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