Marlene Kuntz: Best and Beautiful – Covers and Rarities

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Marlene Kuntz

Best and Beautiful – Covers and Rarities

(Ala Bianca Records)

alternative rock, noise

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recensione Marlene Kuntz- Best and BeautifulQuando inizi a seguire una band che ritieni molto valida vorresti che non finisse mai, sognando decadi di dischi uno più bello dell’altro, aspettandoti sorprese su sorprese, evoluzioni e capolavori. Io nel 1989 non sapevo chi fossero i Marlene Kuntz fino alla loro prima pubblicazione, quella di Catartica, ma nel maggio di quell’anno loro salirono per la prima volta su un palco durante un festival a Cuneo e da lì è iniziata la loro gavetta, ben 30 anni fa.

Del tutto lecito quindi festeggiare oggi il trentennale riproponendo i loro classici in un cofanetto di 3 CD – Best and Beautiful – dove si parte da Festa Mesta, primo brano storico che ascoltai dal vivo durante un concerto di band emergenti. Sulle prime quel loro furore sul palco mi sembrò un po’ troppo teatrale ma poi mi ammaliò per i brani sonici che sarebbero rimasti indelebili: Sonica, Nuotando Nell’Aria, Lieve, quest’ultima coverizzata dai CSI di Giovanni Lindo Ferretti, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo. Proprio Maroccolo fu talmente rapito da questi giovani cuneesi che decise di produrre alcune loro canzoni finite mei primi demo che potevi comprare ai concerti, collaborando all’incisione del primo disco sotto la loro etichetta, quella del Consorzio Suonatori Indipendenti, con la produzione di Marco Lega.

I Marlene Kuntz per questa occasione hanno selezionato 32 brani dalla loro discografia fino all’ultimo album Lunga Attesa, lasciando ovviamente fuori dal lotto tante belle canzoni, e nel terzo CD del cofanetto viene riproposto l’intero Beautiful, 12 sperimentazioni sonore in lingua inglese elaborate con l’amico Maroccolo e il produttore Howie B. (Tricky, U2, Bjork) pubblicato nel 2010. Una band che possiamo dire seminale, di culto, un punto di riferimento per l’indie noise nostrano.

Intrigante invece la seconda raccolta intitolata Covers + Rarities, perché la band di Godano, Tesio e Bergia ci consegna tra le mani riadattamenti di brani come Karma Police dei Radiohead, Impressioni di Settembre della PFM, la partigiana Bella Ciao cantanta con Skin e altre canzoni ricche di suoni, delicate e violente. Le rarità sono invece composte da otto brani rispolverati, remixati o suonati diversamente, come Hanno Crocifisso Giovanni, l’acustica con archi A Fior di Pelle e altri brani tratti da raccolte o Ep pubblicati dalla band.

Senza dubbio i Marlene Kuntz sono riusciti nel tempo a rimanere fedeli a loro stessi, senza cadute di stile né svendersi. Io sono tra i nostalgici delle sonorità degli esordi, ma bisogna ammettere che anche nei loro dischi più recenti hanno saputo mantenere un sound travolgente, curato al dettaglio, testi raffinati, mai scontati. Possiamo anche parlare di momenti della loro discografia non così esaltanti e che nel tempo andranno riscoperti, come tante band.

Tirando le fila, dopo trenta anni io sono soddisfatto di quanto ha fatto la band cuneese, e in questi giorni Cristiano Godano ha pubblicato un suo libro, Nuotando nell’Aria, che racconta 35 canzoni da lui scritte e suonate insieme a Riccardo e Luca: da parte mia, sono certo ce ne saranno ancora tante altre di cui narreremo.

 

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