Jane’s Addiction: The Great Escape Artist

Quarto album per i Jane’s Addiction di Farrell e Navarro, con atmosfere tra il goth e la psichedelica e molta malinconia. Già i loro dischi escono col contagocce. Se poi non si vede tutto questo impegno a scriverli... ne esce fuori un disco difficilmente contestabile ma da quarantenni ormai alla frutta

Jane’s Addiction

The Great Escape Artist

(Cd, Capitol, 2011)

rock

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Jane’s Addiction- The Great Escape ArtistSembra incredibile che questa band di culto attiva fin dal 1985, e quindi parliamo di 26 anni di carriera, abbia pubblicato ad oggi solo 4 dischi in studio. Troppo poco, se pensiamo che Ritual de lo Habitual fu un doppio disco di platino che li consacrò a dovere, per non parlare del successo dell’evento musicale itinerante Lollapalooza creato dal singer Perry Farrell.

Proprio lui mesi fa aveva messo le mani avanti su questo nuovo album definendolo un insieme di atmosfere oscure sui suoni onirici che contraddistinguono il marchio di fabbrica dei Jane’s Addicition. La band è composta dallo stesso Farrell, al lavoro insieme al chitarrista Dave Navarro (ruota di scorta dei Red Hot Chili Peppers), Chris Chaney alle pelli e la new entry Dave Sitek al basso.

La chitarra di Navarro suona praticamente identica nella decina di pezzi che compongono The Great Escape Artist, scrollandosi di dosso l’irruenza che ce l’ha fatto conoscere ed apprezzare, forgiando un disco dai ritmi sufficientemente statici, senza particolari convulsioni sonore se non il solito suono squillante e pulito, restituendo nel complesso una sensazione psichedelica e doverosamente malinconica nei diversi brani che si susseguono.

Underground è l’opener non esaltante dove dominano gli effetti e un songwriting semplice e zuccheroso, End to the Lies ne sembra un proseguio alterato sebbene dopo vari ascolti pare il più riuscito del lotto. Poi quando ascolto Curiosity Kills e Broken People avverto sonorità affini agli ultimi U2 e rilevo somiglianze a qualcosa degli ultimi Radiohead in Ultimate Reason, ma mi rendo conto che probabilmente anche i Jane’s seguono i tempi e tentano di modernizzarsi.

L’aria gothic dell’album si avverte in brani come I’ll Hit You Back (che trovo più ritagliata sulla loro pelle soprattutto nel ritornello) e Irresistable Force. A conclusione del disco troviamo una  Words Right Out of My Mouth che tenta di salvare la baracca con una canzone non proprio efficace, ma di quei belli assoli cazzuti di Dave si son perse le tracce. Cioè, c’è qualcosa, ma rimane lì sopito e sembra non riuscire a partire mai.

Un lavoro che tenta di essere eclettico e che rimane ascoltabile, discretamente piacevole, ma al contempo non convincerà i fans anni 90. Eppure, e qui mi incazzo davvero, Strays non era dispiaciuto perché aveva praticamente tutto dei vecchi Addiction che addirittura parevano, in quel disco di 7 anni fa, un connubio perfetto tra gli Extreme e i Led Zeppelin, per non parlare dell’altro progetto di Farrell, gli apprezzatissimi Porno for Pyros. Oh, bisogna farsi il callo e rassegnarsi alla fine di una band che fece della contaminazione dei generi il suo cavallo da battaglia e che tra una vicenda e l’altra ha buttato via la sua fortuna.

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Luca Paisiello
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