Cardiophobia: recensione disco omonimo

Cardiophobia, nome del gruppo di Rimini e del loro disco d'esordio. Dieci tracce sincere, semplici, equilibrate e credibili

Cardiophobia

s/t

(cd, Settembre Records)

indie, indie rock, rock, alternative rock

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cardiophobiaLa credibilità e la capacità di convincere sembrano categorie degne dei giudizi di un talent show, e infatti forse proprio uno di questi mi ha ispirato, ma sono caratteristiche imprescindibili per cantanti e artisti, soprattutto esordienti, che vogliano costruire, da un disco, una carriera e un progetto musicale.

Posta questa premessa nel loro esordio discografico, che porta il loro stesso nome, i Cardiophobia sembrano essere credibili e convincenti.

Sono un gruppo di Rimini, i Cardiophobia, quattro ragazzi classe ’84. Eugenio Giovanardi alla chitarra, Lorenzo Amati alla batteria, Andrea Bartolini al basso e Giulio Zannini alla voce e chitarra ma anche alla scrittura dei testi della band. Iniziano la loro avventura musicale nel 2003 calcando anche palchi importanti per gli esordienti in Italia come Sanremo Nuova Generazione e M.E.I., e nel maggio 2011 realizzano Cardiophobia, dieci tracce che rappresentano il loro reale debutto nella discografia italiana.

Cardiophobia, soprattutto nella prima metà convince nella sua semplicità, nel suo rock sincero cantato in italiano,

Parla di paure e rimpianti, di sentimenti e emozioni  come in Niente di Speciale e Settembre (come pretende anche il nome del disco e del gruppo), ma anche dell’ebbrezza e consolazione del vino in Come Quando Piove, e degli errori inevitabili e perseveranti in 2:57 a. m.

La sesta traccia, Cardiophobia, come l’album e come il disco, è un dialogo in musica con il cuore in persona e la sua natura, spesso dispettosa e conflittuale nei confronti del suo padrone.

Ci sono i suoni tipici dell’indie rock nostrano, dai Marlene Kuntz ai Radiodervish ai Cappello a Cilindro, senza però ricalcare nessuno di loro. C’è qualche influenza new wave in sottofondo, dichiarata anche dal gruppo e una spolveratina qua e là di accenni elettronici.

Un album credibile ed equilibrato, che non cerca di strafare alla prima impresa ma realizza un buon prodotto lasciando inesplorate potenzialità anche per il futuro.

Un disco che può essere regalato a natale a chi non è troppo cervellotico, ma cerca sempre con parole ed emozioni semplici di affrontare le cose della vita.


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Sara Lilli
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