Obagevi: Nel Momento In Cui Parlo Del

Può un disco uscito oggi suonare anni novanta? Perché no. Questo il punk rock nelle dieci canzoni degli Obagevi, trio bolognese che racconta attraverso la sua musica amore, valori e timidezze

Obagevi

Nel Momento In Cui Parlo Del Fuoco

(Cd, F.O.H. Records)

punk rock, indie rock, funky, rock

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Obagevi- Nel Momento in Cui Parlo del FuocoUn tunnel spazio-temporale, da cui scrutare direttamente negli anni novanta per vedere i Nirvana suonare. E’ un po’ quello che fa la band bolognese degli Obagevi.

Vittorio Marchetti alla voce e al basso, Francesco  Baiesi alla chitarra e cori e Luca Rizzoli alla batteria. Amici dai tempi del liceo, due autoproduzioni all’attivo La Nuovissima e l’EP Voglio Sembri e ora questo Nel Momento In Cui Parlo Del Fuoco, disco prodotto e realizzato con la F.O.H. records.

Un disco, dieci canzoni, che suonano anni novanta, nel bene e nel male. Suonano ingenuamente e nostalgicamente anni novanta, testi semplici, immediati, diretti, chitarra, basso e batteria, punk rock scarno “liceale” e poche altre necessità espressive. Suonano talvolta anche anacronisticamente anni novanta.

L’apertura è affidata al brano forse migliore del disco, La Sciarpa, ballata dolce e suadente, anche metaforica sulla timidezza e la necessità di crescere. Poi Kuala Lumpur, tornentone dal ritmo incalzante, sulla voglia di fuga e evasione esotica e ancora Punto G, tentato manifesto generazionale irriverente nel linguaggio (la soddisfazione è nel tuo culo) di denuncia dei valori di riferimento dei giovani seguaci acritici dei modelli della famiglia e della soddisfazione personale. Amore e sentimenti che vanno a finire male ne La Poesia e Il Mio Odio Per Lei. Sembrano più portati a parlare d’amore questi tre ragazzi, perchè proprio in queste tracce, come nella prima, manifestano una sensibilità interessante.

Notevole la voce di Vittorio Marchetti che spicca emozionante e espressiva, con diversi registri nei dieci brani del disco.

Un disco ben suonato, ben cantato, compiuto in un certo senso, perché delinea i confini musicali degli Obagevi in modo chiaro. Un disco piacevole per chi ha vissuto intensamente gli anni novanta e le atmosfere punk rock e funky che ci hanno lasciato.

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Sara Lilli
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