Polite Sleeper: Lake Effect

Se il precedente Seens aveva lasciato alcune perplessità, con Lake Effect i Polite Sleeper dimostrano tutto il loro valore, proponendo al pubblico un lavoro emozionante, capace di mordere, senza ferire, tanti generi diversi tra loro

Polite Sleeper

Lake Effect

(Cd, Expect Candy)

folk, rock, punk

________________

Polite Sleeper- Lake EffectIl progetto Polite Sleeper nasce nel 2007 da alcuni dissidenti dei The Yellow Press, band hardcore punk californiana. Dopo un EP di cinque canzoni ed un successivo LP intitolato Seens, grazie al quale la band suonerà moltissimo dal vivo, arriva nel 2009 Lake Effect, caratterizzato da un folk-rock emozionale un po’ sghembo, eseguito in stile vagamente lo-fi.

I riferimenti più prossimi, evidenziabili in quasi tutte le tracce, sono Mountain Goats e Conor Oberst, con qualche digressione nel pop britannico d’annata (leggi David Bowie) soprattutto per quanto concerne il taglio vocale e la timbrica. Se poi vogliamo andare proprio a fondo saltano fuori riferimenti più vaghi al Bruce Springsteen di The River (My Head Still Hurts), ai Death Cab For Cutie (Eleven Months) e all’onnipresente Bob Dylan (Crushed).

La maggior parte delle tracce sono supportate da un buon songwriting di fondo e presentano una veste abbastanza complessa. Menzione particolare deve essere rivolta per la splendida capolista These Are Not Fall Colors, mid time acustica dalle ripartenze fulminanti.

Driving Ohio, ancora abbastanza veloce e sempre un po’ sghemba, propone una veste più pop, per via della maggiore ricercatezza melodica, grazie al piano affiancato alla chitarra acustica. Altro piccolo gioiello di casa Polite Sleeper risulta essere per melodia e ritmo cadenzato, quasi da marcia, From Waiting List To Walk In.

Le difficoltà artistiche e la discontinuità musicale riscontrabili dal precedente lavoro, Seens, sembrano ormai un lontano ricordo.

IPolite Sleeper targati 2009 sono una band matura ed estremamente convincente, capace di spaziare dalle “frequenze basse” al country rock senza dar modo all’ascoltatore di accorgersene. E soprattutto, cosa fondamentale, emozionandolo.

Gli ultimi articoli di Carlo Raviola

Condivi sui social network:
Default image
Carlo Raviola
Articles: 12