Nevica su Quattropuntozero: I Diari Miserabili di Samuel Geremia Hoogan

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Nevica su Quattropuntozero

I Diari Miserabili di Samuel Geremia Hoogan

(Disco Dada)

elettropop

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Nevica su Quattropuntozero- I Diari Miserabili di Samuel Geremia HooganIl livornese Gianluca Lo Presti, produttore indie di artisti quali Tying Tiffany e Simona Gretchen, si lancia in questa sua opera sotto lo pseudo di Nevica su Quattropuntozero, realizzando questo I Diari Miserabili di Samuel Geremia Hoogan come un concept synth pop su un personaggio straziato che vive un periodo oscuro della sua vita e cerca di uscirne fuori.

Le sonorità elettroniche sono piuttosto lineari, adagiate su una diafana atmosfera onirica protesa verso ritmiche fluttuanti come nel secondo brano, Gli avanzi. Non c’è spazio per i tecnicismi, semmai in brani come Borderline si accavallono minimalismi ed episodi new wave mentre nella conclusiva Ailin si mescolano nervature noise sull’uniforme base su cui si sorregge il pezzo. Nelle nove tracce del disco troviamo intense atmosfere dai toni introspettivi, cupi e malinconici, attorniate da manipolazioni ambient.

Questo lavoro nasce dal bisogno di sviscerare repressione e blocchi che confinano gli individui durante i momenti più difficili della propria esistenza, esplodendo con un magma musicale liberatorio. L’idea originale era quella di una narrazione a tappe con un sottofondo musicale, una cosa alla Massimo Volume, ma Nevica su Quattropuntozero ha preferito evitarne l’imitazione per non scivolare negli equivoci.

Il disco vede il contributo di diversi musicisti come Bruno Dorella (Bachi da pietra, Ovo, Ronin), Umberto Palazzo in La Tossicità della Felicità, Giuseppe Lo Bue dei Carondimonio), Francesco Cellini (violoncello con gli Afterhours) e Lorenzo Montanà, cofondatore dell’etichetta Disco Dada. La loro esperienza e le affinità musicali con Nevica su Quattropuntozero offrono variazioni gradevoli, come nel brano in cui partecipa il leader dei Santo Niente.

Tra i brani migliori troviamo L’amputazione e Incolume, non è il classico disco con stramberie kitch o di eccessiva sperimentazione né di un ricercato cantautorato. Resta stabile nel suo equilibrio e necessità di svariati ascolti prima di apprezzarne il contenuto. Personalmente non è il genere di cose che amo, devo dare però merito a Gianluca di aver comunque provato a sviluppare un concept che amplia il senso di questo lavoro.

 

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