Giobia: Hard Stories

Giobia, le loro Hard Stories vengono dritte dritte dagli anni '60 e la loro musica è un trionfo di garage, beat e psichedelia. Non semplice nostalgia, ma un profondo e sincero atto d'amore, ben suonato e divertente

Giobia

Hard Stories

(Cd, Jestrai)

garage, rock, beat, psichedelia

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giobia-hard-storiesGiobia, dal brianzolo “strega”, oppure “giovedì”, a seconda dei casi. Fatto sta che i “nostri”, a prescindere dall’origine del nome che si sono scelti, sono stati folgorati sulla via di Damasco dai suoni e dalle atmosfere degli anni ’60. E ci danno dentro di brutto per farcene rivivere i fasti.

Il nuovo Hard Stories prosegue la strada aperta dal precedente Beyond the Stars; oriente, occidente, pop, rock e psichedelia: gli ingredienti ci sono tutti, mescolati con sapienza, ben suonati e pronti a divertirci.

Un trionfo di vintage, dunque, ma anche e soprattutto una smisurata passione per un periodo ancora attuale (o mai troppo, dipende dai punti di vista) al di là della semplice “operazione nostalgia”.

I Giobia fanno scendere in campo un gran quantità di strumenti musicali, dal classico impianto rock al bouzouki, all’organo farfisa e a una quantità enorme di chincaglieria folk tipica di quegli anni, arrivata dritta dritta da qualche scantinato londinese.

A differenza del loro esordio, dove guardavano prevalentemente ai ’60 inglesi, stavolta i Giobia rivolgono occhi e orecchie anche al di là dell’oceano, arrivando anche a proporre, a fianco di otto brani originali, la cover di Are You Lovin’ Me More degli Electric Prunes, scelta assolutamente coerente col loro percorso musicale ma non esaustiva per essere – in questa sede – da esempio della varietà di suoni e atmosfere che, sempre all’interno del periodo storico di riferimento che si sono scelti, i Giobia ci regalano nella mezzoretta del loro Hard Stories.

Bravi, davvero bravi.

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Massimo Garofalo
Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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