Georgeanne Kalweit
Tiny Space
(NOS Records)
electro, pop, indie
Georgeanne Kalweit è la dimostrazione concreta che si può essere artisti poliedrici senza disperdersi. Cantautrice, artista visiva e performer originaria di Minneapolis — oggi residente in Italia — arriva al quarto lavoro discografico, il primo pubblicato a suo nome dopo le esperienze con i Delta V (2000–2004) e con Kalweit and The Spokes (2009–2015).
Il nuovo album, Tiny Space, è stato anticipto dal singolo omonimo, accompagnato da un suggestivo videoclip, si muove tra atmosfere oniriche, voci shoegaze e un arrangiamento pop che guarda con eleganza alle melodie del passato.
Con Egoverse l’ingresso è affidato a un giro di basso che rievoca, da lontano, le vibrazioni della loureediana Walk On The Wild Side. Le melodie pop si adagiano su un tappeto armonico solido, costruito da un ensemble strumentale compatto e ben calibrato.
Interessante l’intermezzo electro dream-pop di Heavenly Thoughts, sorretto da bassi pulsanti e da un’estetica indie che non rinuncia alla profondità emotiva.
Call An Ambulance e Ten Pins occupano la parte centrale del disco e ne rappresentano il cuore passionale: architetture musicali avvolgenti che puntano dritte all’ascoltatore, senza fronzoli.
In Crystal Clear emergono riverberi elettronici e suggestioni synth-pop, mentre Fumbling Through February riporta alla mente echi che ricordano i Röyksopp, tra malinconia nordica e pulsazioni digitali.
La chiusura è affidata a Bullet Holes, brano che unisce una dimensione vocale quasi trascendente a sonorità synthwave che ribollono sotto la superficie.
Il risultato è una prova solida e coerente. Georgeanne Kalweit firma un lavoro che gli amanti dell’elettronica raffinata e delle armonie trasognanti sapranno riconoscere come autentico. Non è un esercizio di stile: è un’ulteriore conferma della maturità artistica della cantautrice italo-americana.
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