Edda: Stavolta Come Mi Ammazzerai?

Edda

Stavolta Come Mi Ammazzerai?

(Niegazowana)

indie rock

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Edda: Stavolta Come Mi Ammazzerai?Tripletta per Edda con Stavolta Come Mi Ammazzerai?, chi ci credeva? Onestamente temevo che Semper Biot fosse una miracolosa toccata e fuga, e se Odio i Vivi fosse stato un fiasco chi l’avrebbe più visto? Ma i dischi sono stati apprezzati da pubblico e critica, un gradito ritorno con sorprese, Edda è rimasto alla faccia di chi pativa l’idea che sarebbe sparito di nuovo. Non avrà avuto un grande successo commerciale, ma non è mai mancata la stima degli artisti, dei suoi ex compagni di palco, dei giornalisti e degli addetti del settore. Il pubblico poi l’ha sempre accolto con grande incoraggiamento. In molti vogliono bene a Edda.

Gli stimoli per non mollare e la voglia di esprimersi ha permesso a Stefano Rampoldi di sfoderare altre 17 tracce inedite per questo terzo album solista, pur essendo le sue canzoni difficili da capire, da cantare, da ascoltare. Il nuovo disco è composto da 45 minuti di suspense, solo tre brani superano i tre minuti, ma non si tratta di canzoni in economia. Invece di prolungarsi con introduzioni leziose, assoli devastanti, variazioni e derivazioni, arrangiamenti prolissi, si punta ancora all’essenziale, al confronto diretto con l’ascoltatore, a suoni realizzati con accordi semplici, distorsioni di chitarra, la grande voce a farla da padrona e i testi ironici, delicati, sognanti, mostruosamente ermetici e affascinanti, spesso volutamente sgarbati. E gli arrangiamenti sono sistemati con dovizia per confezionare un bel prodotto.

Da una parte abbiamo una struttura musicale apparentemente lineare, strofa e ritornello, ma ricca di sfumature, nella sua semplicità. Dall’altra si continua ad aggiungere strumenti tanto che “questo è il disco rock di Edda, suonato nel suo nucleo essenziale da una band tradizionale (basso, chitarra, batteria). Il disco che i fans dei tempi dei Ritmo Tribale aspettavano”. E’ davvero così? A mio parere Stavolta Come Mi Ammazzerai? nasce dal lavoro acustico di Edda che viene rivisto con una produzione più elettrica, ma ancora lontana dalle sfuriate psychorsoniche della band milanese degli anni 90, nel caso qualcuno si aspettasse un certo ritorno a quelle sonorità.

Edda è un capitolo a parte e lo dimostrano queste canzoni nate in solitaria ma che trovano forma con l’aiuto dei musicisti che l’hanno accompagnato, Luca Bossi al basso e Fabio Capalbo, fondatore dell’etichetta Niegazowana, alla batteria. Il musicista, devoto a Krishna, ora si è trasferito dalle parti di Arezzo, dove ha realizzato il disco licenziandosi dalla ditta di ponteggi per non rischiare di fare male due cose, e ci fa un quadro sulla famiglia raffigurata sulla copertina, le incomprensioni, le rabbiose liti, le intensità dei sentimenti. In mezzo a questo lavoro ci sono tanti bei gioielli da apprezzare, da Pater a Mater, dove la chitarra ruggisce con il comparto ritmico che riempie questi brani, o Bellissima in cui canta il capoluogo torinese da Settimo a Stupingi attorniato da uno sfrontato funk con tanto di fiati. Oppure le drammatiche Dormi e Vieni, Ragazza Porno, Hiv che sono trascinanti, conturbanti, sorprendenti.

L’opera di Edda è ripiena di citazioni, armonie che s’incastrano opportunamente tra di loro come pasteggiare tra dolce e salato, sentire Mademoiselle o Piccole Isole, influenze asiatiche in Yamamay, vibrazioni jazz in Mela, punk rock in Ragazza Meridionale che ci riporta ai primi pezzi dei Ritmo Tribale da demotape. Alcune canzoni inquadrano ancora le donne, predominanti nell’album precedente, qui riassunte nell’orchestrale Peppa Pig. Di Stellina si dice che sia stata scritta per una possibile partecipazione a Sanremo. Ma non se ne fece nulla dopo che Edda l’aveva proposta ad un concerto facendola poi diventare il primo clip e singolo pubblicato per la promozione dell’album, che si chiude con la splendida Saibene, egregia interpretazione di voce e piano.

Da segnalare la pubblicazione del libro di Elisa Russo, Uomini. I Ritmo Tribale, Edda e la scena milanese, edito da Odoya, che fotografa la storia e gli aneddoti su una band e un artista che hanno scritto una pagina importante del rock in Italia. Concludendo, Edda ha ancora altri pezzi su cui sta lavorando, quindi confidiamo in un quarto lavoro ancora più duro, ed è favorevole alla reunion con i Tribali, non sarà facile ma prima o poi arriverà, e credo che ne vedremo ancora delle belle.

 

 

 

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