Cathal Coughlan: la recensione di Song of Co-Aklan

La voce calda e rotonda di Cathal Coughlan scandisce l'incedere scuro e solenne del suo nuovo album, Song of Co-Aklan.
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Cathal Coughlan

Song of Co-Aklan

(Dimple Discs)

alternative rock, indie rock, pop rock

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Cathal Coughlan - Song of Co-Aklan (cover)La voce calda e rotonda di Cathal Coughlan, cantautore originario di Cork, ci accompagna attraverso un viaggio fatto di atmosfere cupe e solenni, ricco di sfumature e variazioni, che racchiuse all’interno di dodici canzoni formano un album di ottima fattura.

Song of Co-Aklan propone un tappeto di sonorità alternative rock intenso e tridimensionale, il quale, tuttavia, si rivela essere un punto di partenza per snodi di genere coerenti e azzeccati, in grado di impreziosire e di donare dinamismo all’opera. A partire dalla title track del progetto, nonché brano d’apertura, vengono introdotti gli stilemi musicali della new wave, dando vita a un brano molto Cure, ai quali in seguito faranno coda le influenze del rock più classico (The Knockout Artist, Let’s Flood The Fairground), le sfumature cantautorali – ballad (The Lobster’s Dream) e i connotati dell’indie rock. Un brano quale St Wellbeing Axe, infatti, riporta subito alla mente lo stile dei Fontaines DC, anch’essi irlandesi ma ben più recenti, fatto di sonorità profonde e avvolgenti e corredato da linee vocali dirette e taglienti, seppur meno ossessive rispetto a quelle della band di Dublino, in pieno stile spoken poetry.

Durante l’ascolto dell’opera ci si immerge in una sensazione di oscurità e simil-quiete che a tratti si apre generando momenti più delicati e pacifici, mentre in altri frangenti assume contorni quasi creepy, come nel caso di Passed Out Dog e Crow Mother. Il risultato è quello di un’intensità tenebrosa e costante che lega fra loro gli episodi annoverati nella tracklist come un filo rosso, conferendo carisma e personalità a quanto proposto dal cantautore. L’interpretazione vocale, infine, si conferma uno dei fiori all’occhiello per la produzione di Coughlan, la cui timbrica leggermente sporca e fumosa, che a tratti ricorda un po’ Bowie, avvolge le canzoni, adattandosi all’impeto e all’intenzione di queste, presentando interpretazioni sentite e indovinate, in grado di arrivare all’ascoltatore direttamente e ben fondendosi con l’armonia generale delle strumentali in una salsa melodica ma tutt’altro che scontata.

Song of Co-Aklan rappresenta, quindi, un ritorno gradito e in pompa magna per Cathal Coughlan, assente dalle scene dal 2010, con cui l’artista di Cork attinge nuovamente all’immaginaria tavolozza dei colori per poter dipingere un quadro nuovo, carico di ispirazione e di audacia, forte tanto nell’idea quanto nella realizzazione.

Visita il sito dell’artista qui: www.cathalcoughlan.com

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Alberto Maccagno
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