Three-Layer Cake: la recensione di Stove Top

Il suono astratto ed enigmatico dei Three-Layer Cake è perfettamente presentato nel loro primo lavoro, Stove Top.
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Three-Layer Cake

Stove Top

(RareNoise Records / Goodfellas)

free jazz, progressive rock, jazz rock

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ThreeLayerCakeStoveTop-recensioneI Three-Layer Cake fanno musica per musicisti? Forse, ma non è importante. Sicuramente, quello proposto lungo le otto tracce che compongono Stove Top è un suono ermetico, astratto ed enigmatico, il cui impatto emozionale è da relegare, almeno in parte, alla sensibilità individuale di ciascun ascoltatore.

Il debut-album del trio, formato da Mike Watt, Mike Pride e Brandon Seabrook, non risulta essere certamente un easy-listening pensato per un pubblico di ascoltatori medi e dall’orecchio un po’ distratto, ma tuttavia una volta entrati nella bolla ci si ritrova ad ascoltare un’opera piacevole e coinvolgente, in certi frangenti anche parecchio quieta e distensiva, in cui l’alternarsi di differenti influenze e richiami costituisce il punto di forza principale. In Stove Top, infatti, si passa da brani come Beatified, Bedraggled and Bombed, decisamente complesso e di matrice free jazz sperimentale, ad altri più diretti e immediati, come il successivo Big Burner, il quale lascia trasparire un’evidente ispirazione punk rock. Nella seconda metà del progetto prenderanno, invece, piede le sonorità tipiche del rock progressivo e di quello psichedelico, particolarmente apprezzabili in Tiller e Primary Fuel, alle quali, nel brano Luminous Range – Anxious Valve, si aggiungeranno i riff di chitarra precisi e inconfondibili del funk, completando un quadro compositivo ricercato e di grande spessore.

Tuttavia, l’effettivo risultato di quanto proposto dai Three-Layer Cake non dipende solamente dal lavoro, peraltro impeccabile, del trio statunitense ma, come in qualsiasi opera d’arte astratta, questa si lega indissolubilmente alla percezione e alla sensibilità di chi ne usufruisce. Dalle canzoni qui proposte traspare una sensazione di calma e serenità, certamente dinamica ma non frenetica, che lascia il tempo all’ascoltatore per interpretare e godere di ogni singolo suono e di ogni strumento, siano queste le linee di basso ossessive e ripetute che fanno da tappeto per tutte le costruzioni armoniche e melodiche oppure le chitarre graffianti e carismatiche.

Stove Top, quindi, è un lavoro gradevole che, nonostante la notevole complessità, riesce a far breccia anche nel cuore di ammiratori inesperti (ma curiosi) grazie ad otto tracce di assoluto valore e differenti fra loro.

Sito di RareNoise Records, sezione dedicata: www.rarenoiserecords.com

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Alberto Maccagno
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