Bunnyblack: recensione di 00:00 (Midnight)

Bunnyblack, 00:00 (Midnight): il duo palermitano unisce Game Boy, chitarre distorte e darkwave in un debutto notturno e ossessivo. La recensione.

Bunnyblack

00:00 (Midnight)

8bit darkwave


Mezzanotte come soglia, come zona franca in cui le regole del giorno smettono di valere e ci si riprende un piccolo universo povero ma tutto nostro. È attorno a questa idea che i Bunnyblack hanno costruito 00:00, noto anche come Midnight, primo album del duo palermitano dopo tre EP pubblicati tra il 2019 e il 2024.

Dietro la sigla ci sono Maiqqu, musicista elettronico e chitarrista, e il polistrumentista Francesco Less, già attivo con Velaut, Inside the Hole, Pupi di Surfaro e Disìu. Il loro segno distintivo è il Nintendo Game Boy usato come strumento a tutti gli effetti.

In 00:00 la piccola console portatile dialoga con chitarre distorte, basso, sintetizzatori e voce. Il risultato è un ibrido ruvido e volutamente a bassa fedeltà, in cui la chiptune incontra la tensione del post-punk, le ombre della darkwave e la nebbia dello shoegaze, con gli errori digitali che sbattono contro trame elettriche abrasive. Le coordinate sono dichiarate senza pudore: Depeche Mode, Joy Division, Bauhaus, Killing Joke, Nine Inch Nails, ma anche My Bloody Valentine, The Jesus and Mary Chain e A Place to Bury Strangers. Questi ultimi non sono solo un riferimento di ascolto, visto che i Bunnyblack suonano con pedali Death by Audio, il marchio fondato proprio da Oliver Ackermann, oltre ai pedali Hedgehog.

Gli otto brani seguono un filo tematico coerente. L’apertura di Crossing the Edge Tonight è un invito a spegnere la luce, chiudere il mondo fuori e oltrepassare i limiti che impediscono di vivere con intensità. Eat Me, accompagnata da un videoclip, è una danza isterica attorno a un amore tossico in cui il sacrificio di sé diventa totale. Same Old World, anch’essa uscita con un video, contrappone lo stato di ipnosi, sospeso tra vita e morte, alla tremenda ordinarietà di un quotidiano alienante.

Il cuore del disco è forse nella coppia Infection e Nucleus, dove l’immaginario si fa clinico: virus, veleno, difese critiche annientate fino ad accettare il potere come un contagio che svuota dall’interno, oppure il tentativo disperato di proteggere l’ultimo nucleo di sé da chi usa le nostre debolezze più intime per farci innamorare delle sue menzogne. Black Nails racconta l’identità strattonata tra ciò che si è e ciò che gli altri pretendono, giocando sul contrasto tra nero e bianco, mentre White è il ritratto di un amore irrisolto che sbiadisce come un libro mai finito, costruito su una ripetizione quasi litanica. Chiude May I, una sequenza di domande e immagini accostate in chiave lisergica che accompagna il congedo come una marcia insonne.

La produzione resta in casa: il disco è scritto e prodotto dai Bunnyblack, arrangiato e registrato da Francesco Less al Roadhouse 11 Artlab di Cianciana, in provincia di Agrigento, con mix e master di Michele Musarra e copertina firmata da Maiqqu. Il rischio di un progetto del genere è che il Game Boy resti una trovata da collezionisti; in 00:00 diventa invece il linguaggio con cui il duo traduce in suono freddo, ipnotico e ossessivo l’inquietudine delle ore piccole.

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Garofalo Massimo
Garofalo Massimo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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