Air: Love 2

Love 2 è il quinto album per il duo di Versailles. A differenza degli ultimi anni caratterizzati da molta sperimentazione, gli Air ritornano al genere che gli aveva resi famosi in tutto il mondo. Il mix passione-parodia è sempre presente nei loro lavori. Così il ricordo della fantastica “Sexy Boy” riaffiora piacevolmente. Un album peraltro ricco di calore e passione, proprio come ci riferisce il titolo scelto.

Air

Love 2

(Cd, Astralwerks/Virgin)

indie rock, electro, lounge

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air_love_2Un album che potrebbe essere riadattato a qualsiasi film in circolazione, perfetto per l’intrattenimento o per il relax. Sono molte le sensazioni che emergono dall’ottimo Love 2. Il duo francese composto da Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel riesce ancora a catturare l’attenzione di tutti, dopo 12 anni di grandi successi, passando anche per vari momenti di sperimentazione; ma con l’ultimo lavoro, la decisione è stata quella di tornare al sound lounge del fortunato Moon safari.

L’album si apre con il singolo Do the joy, una traccia che infonde misticità, un’atmosfera creata con pochissimi cenni vocali, un riff in distorsione della chitarra e un synth quasi assordante.

Love ha un ritmo lounge inconfondibile, diventerà una delle canzoni alle quali i cocktail bar non rinunceranno mai: passionale e romantica al punto giusto,  anche in questo caso il testo della canzone è (legittimamente) scarno. Una sola parola: “Love”…

In So light is her footfall la vena lounge continua a permanere (compare anche una parte vocale); il solo della chitarra, addolcita dal chorus, è delicato e leggero.

Con Be a bee il ritmo si movimenta: la psichedelia del brano è una perfetta parodia dei film di spionaggio, in stile 007. Al suo interno compare anche un effetto synth utilizzato moltissimo nella soundtrack del film di QuentinTarantino, Kill Bill.

Heaven’s light invece ci conduce verso un autentico viaggio paradisiaco: voce soffusa in effetto celestiale, autentica coprotagonista con un piano acustico soave, entrambi contornati da leggeri riff accentati di chitarra in clean. Precedentemente, compare una Tropical Disease forse troppo prolissa: in questo caso l’ascolto della traccia la lasciamo agli amanti del genere, anche se rimane ben strutturata e non annoia poi così tanto.

Avanzando, con Sing sang sung scopriamo il pop degli Air; d’altronde, anche questo genere è una costante quasi doverosa per il duo di Versailles.

La canzone strumentale Eat my beat risveglia anche un ascoltatore non troppo attento dal suo letargo: il ritmo si fa più deciso e coeso. Le chitarre danno una maggiore impronta con un overdrive “friggente” e i synth  creano vibrazioni di psichedelia assoluta.

Chiude l’album la struggente African Velvet, aperta con un riff totalmente acustico: chitarra pulita, basso acustico, leggero riff di batteria che da la cadenza ad un tempo lento ma progressivo, senza particolari variazioni. I fiati chiudono in bellezza il brano. La chiusura dell’album crea una totale pace dei sensi.

Love 2 è un album facilmente apprezzabile e da mettere in qualsiasi occasione. Gli Air hanno deciso di non limitarsi ad una tematica unica, visitando così vari generi musicali: dal rock progressive al lounge, dal blues al pop. La loro esperienza ormai decennale ha facilitato il lavoro di coesione. Nel complesso, risulta difficile non apprezzare un lavoro esteso al piacere e alle orecchie di qualsiasi ascoltatore. Non tutti i passaggi rimangono facilmente impressi, ma una cosa è certa: Love 2 è un album che tende facilmente a farsi riascoltare, per il suo calore ed il suo spirito di ironia, lasciando agli interessati l’onore di analizzare le sonorità con estremo relax.

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Thomas Cateni
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