Kaufman: Interstellar College Radio

Interstellar College Radio racchiude tutte quelle che sono le influenze derivanti dal tema american teenagers generation, dove l’atmosfera è decisamente spensierata, allegra e semplice

Kaufman

Interstellar college radio

(Cd, Mizar rec.)

pop, rock, college, pop

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I Kaufman, quartetto bresciano, sono nuovi al panorama musicale che conta e si sono messi in mostra attraverso varie esibizioni dal vivo, riscuotendo consensi positivi da alcuni addetti ai lavori.

Interstellar College Radio è stato registrato al Diesel studio e mixato agli Sterling studio di New York (celebre engineering studio che, tra le altre, vanta le produzioni di Madonna, Amy Winehouse e Rihanna). L’album, pubblicato dalla italiana Mizar records e distribuito da Audioglobe, contiene 10 inediti di stampo college-pop: la band infatti presenta una notevole influenza di artisti statunitensi, quali Death Cub for Cutie, Dinosaur Jr., ma per certi tratti dell’album compaiono alcuni tessuti musicali di Cranberries e Coldplay. Come precedentemente affermato, è molto forte il genere a cui i Kaufman rimandano, decisamente tendente al college-rock commerciale, percepito fin dai primi minuti di Interstellar College Radio.

Con la prima traccia dell’album Smile smile smile, passano nella mente dell’ascoltatore i contesti americani dei classici telefilm Dawson’s Creek o the O.C.: la voce, che in alcune circostanze sembra ispirarsi per le sfumature che riproduce alla fantastica Dolores O’Riordan (Cranberries), in realtà si addice all’atmosfera rilassata ed allegra del tessuto realizzato strumentalmente.

Don’t blame è probabilmente una delle migliori tracce dell’album: i Kaufman danno il meglio di sè quando i ritmi rallentano, le luci diventano soffuse, le chitarre acustiche salgono in cattedra, la voce prende i suoi attimi di protagonismo…  e così ne esce una ballad song di notevole pregio. Ma il college-rock qui sembra non trovare riferimento: sembra quasi che la band si voglia scrollare di dosso per un momento questa etichetta, per abbracciare un acoustic-pop molto più interessante. Ma è solo questione di minuti. Con il singolo Empathy, perfettamente orecchiabile e melodico, si ritorna alle atmosfere dei Sixpence None The Richer o dei già citati Dinosaur Jr, che ci accompagnano fino alla fine dell’album.

Interstellar College Radio sembra essere un disco creato per la commercializzazione di massa, le caratteristiche ci sono tutte: l’album scorre via molto facilmente, i brani sono tutti orecchiabili, ma di fatto non vi è  alcuna originalità. È più che evidente l’impossibilità di poter creare innovazione su un terreno già percorso infinite volte. Ma forse non è questo ciò che vogliono i Kaufman. Il quartetto riesce comunque a produrre un buon lavoro, sicuramente anonimo e banale, ma idoneo per poter andare tranquillamente on rotation su Mtv e Deejay tv.

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Thomas Cateni
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