Zephiro: la recensione di Baikonur

È uscito Baikonur dei Zephiro. Chiariamo da subito una cosa: questo disco è semplicemente spettacolare.

Zephiro

Baikonur

(Kutso Noise)

rock

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recensione zephiro baikonurIn Italia sono ancora tanti i nostalgici della new wave, soprattutto di quella che negli anni ottanta era suonata in modo egregio a Firenze e aveva in gente come Diaframma, Litfiba e Neon i suoi interpreti più pregiati. Oggi, per chi ha voglia di tuffarsi mani e piedi in certe sonorità, non c’è nulla di meglio che i Zephiro, band romana giunta al suo terzo lavoro.

Chiariamo da subito una cosa: questo disco è semplicemente spettacolare, perché unisce in modo esemplare l’attitudine determinata da quel genere ad un sound moderno, grazie ad una produzione ineccepibile.

Si avvertono i suoni gelidi tipici dell’ondata fiorentina che si fondono con certe commistioni attuali che si erano ascoltati nei primi grandiosi lavori dei Block Party.

A tutto questo, però, va aggiunta una capacità di scrittura notevole che ha portato il trio nostrano a sfornare canzoni assolutamente clamorose che dovrebbero essere passate in heavy rotation dalle radio italiane.

Sinceramente è molto difficile rimanere insensibili all’orecchiabilità di pezzi come Amelia, Kublai Khan o la meravigliosa Fino Alla Fine.

Il lavoro vede dietro al mixer un personaggio importante come Fabrizio Simoncioni e la sua presenza impreziosisce il tutto, con il gruppo che, a sua volta, ne trae giovamento totale, andando all’interno dei propri brani a citare mostri sacri come gli U2 (Crisalide) o i The Cult del periodo dark (Berlinauta).

 

Si avverte davvero classe pura, ma anche tanto rispetto verso il passato e non è un caso che a fine disco arrivi l’ospitata che intende, probabilmente, chiudere il cerchio.

In Di Nostalgia compare dietro al microfono l’ex cantante dei Diaframma, Miro Sassolini, che regala, insieme al trio, un’interpretazione degna di nota di questa canzone in cui è il ritornello a stamparsi in testa come un piacevole macigno.

Difficilmente ci si riesce a staccare da questo disco, perché è Bello con la B maiuscola.

Rinverdire il passato con una rilettura moderna, ma mantenendo la propria originalità e personalità, è una sfida che in pochi riescono a realizzare. I Zephiro ci sono riusciti ed hanno passato l’esame a pieni voti. Anzi, aggiungiamo noi, con la lode e il bacio accademico.

https://www.facebook.com/zephiroband

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Francesco Brunale
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