Yo La Tengo: Popular Songs

Torna una delle più longeve band dell'alternative rock americano. Gli Yo La Tengo sfornano un album confezionato con mille ingredienti, ma che alla lunga può apparire un po' indigesto.

Yo La Tengo

Popular Songs

(Cd, Matador)

post-rock, psichedelia, alternative rock

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YoLaTengoPopularSongs-1Formatisi nel 1984 a Hoboken, piccolo paese statunitense, gli Yo La Tengo si sono presto distinti per la loro ecletticità e nel corso degli anni hanno dato prova di longevità, diventando una delle band più acclamate nel panorama alternative rock americano. Fra acid-ballad, brani psichedelici di ispirazione Velvet Underground, folk, country, post-rock, noise e chi più ne ha più ne metta, gli Yo La Tengo sono giunti al 12° album.

In questo Popular Songs la band capitanata da Ira Kaplan propone un meltin pot sonoro di tutti questi generi che potremmo identificare come una comunanza di tutte le sfaccettature dell’alternative indie rock.

Si inizia con la psichedelica Here To Fall farcita di archi e con un giro di basso molto interessante, per proseguire con Avalone Or Someone Very Similar, un brano che ben figurerebbe fra la produzione dei Belle And Sebastian.

Con il downtempo By Two’s i toni diventano improvvisamente più cupi ed ipnotici per tornare al ritmo con Nothing To Hide.

A seguire le atmosfere cocktail-beat di Periodically Triple Or Double, un brano pieno di groove. Atmosfere che diventano quasi Motown con If It’s True.

I’m On My way potrebbe trovare sistemazione nei programmi easy-listening alla Montecarlo Nights, mentre When It’s Dark una deliziosa ballata acustica con la voce di Georgia Hubley sempre più suadente.

All Your Secrets è un brano easy-pop che presenta una base di organi e un “Do – Do – Do” cantato da Ira che resta ben impresso e fa spuntare un sorriso.

Gli ultimi 3 brani messi insieme hanno durata equivalente ai primi nove: More Stars Than There Are In Heaven si potrebbe definire come space rock alla Cocteau Twins; The Fireside si caratterizza invece per una persistente malinconia ed evoca paesaggi incontaminati. In chiusura arrivano i quasi 16 minuti di And The Glitter Is Gone: puro noise.

Nel complesso un insieme di brani di qualità che pare però assemblato in maniera confusa e che, tranne qualche episodio, risulta monotono e non convince.

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Fabio Busi
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