Underground RailRoad: Sticks and Stone

Secondo album del trio francese, tra suoni noise rock e musica elettronica. Da ascoltare con cura.

Underground Railroad

Sticks and Stone

(Cd, Indian, 200)

alt-rock

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Un album particolare, talmente eterogeneo che risulta quasi difficile. Loro si chiamano Underground RailRoad e a discapito di un nome ultra inglese, un genere musicale americanizzante e testi assolutamente inglesi, sono un trio di Parigi, francesi doc.

Nati nel 2003, il batterista Raphael Mura, la chitarrista Marion Andrau, che si alternano alla voce, e il bassista JB Ganivet sono al loro secondo album.
Un rock underground il loro che richiama il noise dei Sonic Youth, dei Pixies e di tutti quei gruppi pre-grunge, ma che a tratti si serve di suoni elettronici e di ballate più moderne e orecchiabili, tipo in Kill.

Si parte tuttavia con Poems For Freaks, un inizio quasi ossessivo con un crescendo sempre più noisy che si placa solo alla fine con un colpo di batteria. Arriva poi Sticks and Stones, che titola l’album, e che inizia con una batteria ritmica per poi trasformarsi in un vortice potente, che tira avvolge, tutto da ballare. 25 ricorda accordi un po’ alla Kings of Leon….o forse è viceversa? La chiatarra di N.Y.C è un richiamo esplicito al grunge mentre Six Pieds Sous Terre cambia inaspettatamente rotta. Fa da spartiacque. Qui la voce femminile di Marion sembra quasi un folk anni Settanta che la band rivisita, rimiscela con gli stili più diversi che connotano tutta la loro musica. In definitiva, un disco che spazia nel mondo della musica ma che va ascoltato e riascoltato. Per non perdere la via.

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Valentina Generali
mamma giornalista e rock and roll
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