Tian Qiyi
Songs for Workers
(Pagoda Records)
folk, dub, psichedelia
Quando si dice che la musica è un affare di famiglia: mai frase è stata più azzeccata per i Tian Qiyi, band composta dai fratelli John e Charlie Wardle, che nelle sue produzioni si avvale della collaborazione del padre Jah Wobble, noto alle cronache per essere stato (tra le altre cose) il bassista dei Public Image Ltd. E che vanta una madre come la musicista Liao Zilan, che con le sue origini cinesi ha rappresentato una grandissima fonte di ispirazione. Ma le sonorità di questo duo britannico non sono solo il risultato dell’unione dei membri di uno stesso nucleo familiare, bensì la fusione di generi e impronte diversi provenienti davvero dagli angoli più remoti della terra e apparentemente in antitesi tra loro. Ma solo in apparenza.
Songs for Workers è il secondo lavoro dei Wardle bros. ed è l’evoluzione della loro missione, quella di creare un’esperienza sonora che vada al di là dei confini geografici e di genere e che renda omaggio alle diverse influenze che in loro hanno contribuito a creare qualcosa di unico, con l’obiettivo di esplorare ulteriormente il punto di incontro tra musica tradizionale asiatica e celtica con le tecniche di produzione della dub contemporanea. Il tutto senza dimenticare echi post-punk e tocchi psichedelici, mettendo in risalto gli strumenti della tradizione mongola e il basso sapientemente suonato in diverse tracce dal loro arcinoto genitore.
Dieci brani strumentali e non, saldamente radicati nel passato e proiettati al futuro, che dimostrano la possibile coesione tra mondi così distanti. Se con Ulaanbatar sembra di essere immersi nella Cina rurale, di brano in brano veniamo trasportati in atmosfere diverse, guidati ora dal basso (Mongolian Dub) ora dagli strumenti ad arco tradizionali asiatici (Watch the Sunrise), fino ad approdare a derive post-punk (Luoyang) e psichedeliche (Siege).
In fatto di liriche, grande risalto viene dato a tematiche spirituali che si concentrano sull’interdipendenza tra concetti quali la vita e la morte, la razionalità e la fede o ancora l’idea di sé/non sé che permea tutto (Watch the Sunrise).
Songs for Workers è un audace passo avanti nel viaggio musicale interculturale e multigenerazionale dei Tian Qiyi, legato alla tradizione e guidato dalla sperimentazione. Un sound che si fa ponte tra antico e moderno, est e ovest, terra e spirito e che dà vita a uno scenario unico e in continua espansione, difficilmente incasellabile, destinato a incantare molti sin dal primo ascolto e a sfidare ogni forma di categorizzazione.
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