The Twilight Singers: live report e intervista

The Twilight Singers fanno tappa a Roma e RockShock li segue per voi in uno show impagabile e fa due chiacchiere con Greg Dulli: con cui parliamo del tour, del nuovo album e di... disegno!

The Twilight Singers feat. Manuel Agnelli + Mick Blake

Roma, Circolo Degli Artisti, 5 aprile 2011

live report

intervista

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intervista-greg-dulli-recensione-concerto-roma-twlight-singersLa sala che sta per ospitare la seconda tappa italiana dei Twilight Singers è gremita, e fa caldissimo già dal cambio palco dopo il breve set acustico venato di nero di Mick Blake. Proprio quando inizia ad alzarsi un po’ di brusio dal pubblico che scalpita per ascoltare Greg Dulli e nutrita compagnia, ecco l’attacco di Last Night In Town a far correre un brivido lungo la spina dorsale: con le sue note sospese, incisive, fa tacere tutti per un lungo istante, prima dell’entusiasmo generale.

Ed è solo l’inizio di quello che sarà uno show memorabile, intenso, scuro ma a tratti decisamente gioioso.

A salire sul palco una band in splendida forma e un clima amichevole, energico. Pensare a questo mi riporta alla breve chiacchierata di poche ore prima con Greg Dulli, un giovane signore simpatico, dall’aria pacata e vitale.

La nostra conversazione ha luogo nel giardino del locale che ospita l’evento, in un tardo pomeriggio pieno di sole, appena fuori dalla portata sonora del sound-check.

RockShock: Siete in tour da quasi un mese, che impressioni hai avuto?

Greg Dulli: Si, sono tre settimane, è molto eccitante. Ho fatto cinque album con i Twilight Singers quindi c’è una bella quantità di materiale, cambiamo lo show ogni sera; e poi sono due anni che non suono la chitarra elettrica su un palcoscenico, quindi è fico!

RockShock: L’ultimo tuo disco con i Twilight Singers è del 2006, e anche se non ti sei mai fermato, ora sei di nuovo con loro. Questa band ha un posto speciale nel tuo cuore?

Greg Dulli: E’ una delle mie band preferite, tra quelle in cui sono stato. Ho fatto il tour dei Gutter Twins con Mark [Lanegan] e poi per conto mio, ma mi è mancato suonare con questi ragazzi, mi sono mancate le canzoni che ho fatto con i Twilight Singers quindi è importante per me essere di nuovo qui.

RockShock: Quali esperienze, emozioni, pensieri, ci sono dietro al vostro nuovo album, Dynamite Steps?

Greg Dulli: Sai, ci sono le mie impressioni sulla mia vita e le persone che vivono intorno a me: i miei amici, i miei vicini, gente che non conosco affatto ma che vedo in continuazione. Penso che questo album in particolare, molto più degli altri, sia in un certo modo astratto: non è esattamente su qualche cosa in particolare ma sulle mie impressioni, su cosa penso stia accadendo.

RockShock: Ho letto che hai molti interessi, scrivi, dipingi, frequenti un corso di animazione.

Greg Dulli: Ho smesso di frequentare le lezioni di animazione, e adesso sto scrivendo delle cose per quella che sarà una graphic novel. L’animazione mi piace, amo i cartoni animati, ma per quanto riguarda il disegno, non sono abbastanza bravo, riesco meglio nelle storie; riesco a fare degli schizzi ma in definitiva è meglio affidare i disegni a qualcun altro. Sto lavorando con due disegnatori, uno è tedesco, l’altro viene dalla Lousiana.

RockShock: Ma tutto ciò per prenderti una pausa dalla musica o semplicemente per provare altre forme di espressione?

Greg Dulli: Per provare altre forme di espressione. Per quanto riguarda la pittura, dipingevo, da giovane. Raramente mostro in pubblico quello che dipingo; è qualcosa che faccio quando sono per conto mio, per rilassarmi, mentre ascolto jazz, o musica classica, e lascio la mente libera. Non devo mostrarla a nessuno, è per me! E’ chiaro che esprimo me stesso, ma al momento è una cosa privata.

RockShock: Nella tua carriera le collaborazioni sono all’ordine del giorno. Che cosa significano per te, cosa significa scambiare idee ed esperienze?

Greg Dulli: E’ una cosa che amo perché non sai mai cosa stanno per fare gli altri e loro non sanno mai cosa stai per fare tu, e l’elemento della sorpresa è sempre presente; non so mai come reagirò a qualcosa. Se qualcuno suona per me una cosa che ha scritto, e mi stimola a fare un’altra cosa, allora mi porta a pensare in un modo diverso. Mi piace confondere la mia mente.

RockShock: Piani per il futuro, tour a parte?

Greg Dulli: Saremo in tour fino ad agosto. Anzi in realtà fino a settembre, poi non so di preciso cosa farò dopo, ma non smetto mai. E’ quello che faccio da 22 anni.

Già, 22 anni. Che si sentono nell’esperienza, nella maturità di espressione, ma che non intaccano in alcun modo la passione e l’entusiasmo. La magica sinergia che c’è sul palco crea un set corposo e intenso, cui il pubblico partecipa con grande calore.

Molti pezzi (da Gunshots alla malinconia ironia di Get Lucky) dal nuovo album dei Twilight Singers, quello spazioso e quasi introspettivo Dynamite Steps che dal vivo colpisce per la sua trascinante fluidità, ma anche dagli album precedenti, in particolare Blackberry Belle (con le bellissime Teenage Wristband e The Killer) e Powder Burns (ottima la ballata Candy Cane Crawls). L’incalzante accompagnamento del violino di Rick Nelson, che spesso diventa struggente, i numeri del chitarrista Dave Rosser (in Never Seen No Devil merita tutti gli applausi scroscianti del pubblico), i ritmi coinvolgenti architettati da Scott Ford al basso e Greg Wieczorek alla batteria non permettono alcuna distrazione.

E prende vita il mondo complicato e strano evocato dalle canzoni di Greg Dulli, che canta con una vitalità sempre rinnovata e regala delle perle, come nella già citata Candy Cane Crawl e nella cover Too Tough To Die, per cui si trasforma in istrione con un che di diabolico, cantando persino senza l’ausilio del microfono.

In scaletta anche due brani degli Afterhours (Dulli ha prodotto il loro album Ballate Per Piccole Iene), in cui Manuel Agnelli, ospite nelle tre date italiane, passa dalla chitarra alla voce: I Milanesi Ammazzano Il Sabato e La Vedova Bianca.

Adoro quei concerti che quando finiscono senti, sì, un po’ di malinconia, ma sei prima di tutto soddisfatto perché sono andati anche al di là delle tue aspettative, come in questo caso. E, oltre a sperare di rivederli presto, questa volta c’è anche un desiderio in più: poter leggere, prima o poi, la graphic novel di Greg Dulli (e la consapevolezza di friggere nella curiosità fino a quel momento).


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Miranda Saccaro
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