The Snuts: recensione di Millennials

Nel loro terzo disco, i The Snuts sposano il concetto “the sooner the better” dei nostri tempi mordi e fuggi per creare una connessione sin dal primo ascolto.

The Snuts

Millennials

(Happy Artist Records/The Orchard)

rock, pop, indie

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Balzati subito agli onori della cronaca con la loro opera prima, i The Snuts hanno cavalcato l’onda pubblicando il terzo disco nel giro di pochissimi anni.

In Millennials danno prova di un’evoluzione nelle loro sonorità in odore di maturazione artistica, che consolida il marchio di fabbrica, magari a discapito di un po’ di ‘grezzitudine’ che caratterizzava le prime produzioni della band scozzese.

Millennials è stato registrato in situazioni più o meno di emergenza durante il tour promozionale dell’album precedente. Una scelta volta a sottolineare l’urgenza artistica del quartetto, così come la volontà di rendere una certa immediatezza e di trovare con il pubblico un punto di contatto nel più breve tempo possibile. Una caratteristica tipica dei nostri tempi moderni, che si traduce in tracce dalla durata contenuta.

Un lavoro omogeneo e altamente godibile, che mixa pop, rock e synth anni ’80, che fa ballare, cantare e riflettere sul mondo di oggi, concedendosi lo spazio per una ballad solo sul finale, lasciando alla musica il compito di elaborare in modo più immediato quelle emozioni che scaturiscono dai momenti cruciali della nostra vita.

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