The Pineapple Thief
Far and Wide
(InsideOut Music)
progressive rock, art-rock
Nati nel 1999 come progetto quasi solitario di Bruce Soord, che registrò l’esordio Abducting the Unicorn nel suo studio casalingo nel Somerset, i The Pineapple Thief arrivano oggi al sedicesimo capitolo in studio. Far and Wide è uscito per InsideOut Music, nuova casa discografica per una formazione che schiera Soord alla voce e alle chitarre, Jon Sykes al basso, Steve Kitch alle tastiere e Gavin Harrison alla batteria. Proprio l’ingresso dell’ex Porcupine Tree e King Crimson resta il punto di svolta della storia recente del gruppo: sono passati dieci anni e sette album dal suo arrivo, e in questo disco si sente tutta l’esperienza maturata sui palchi.
L’idea guida è dichiarata senza giri di parole. Soord ha spiegato che la band si è resa conto di non aver bisogno di più di due parti di chitarra alla volta, né di armonie a sei voci quando a cantare sono in tre, e di essersi imposta questi limiti di proposito, pensando a sé stessa come a un gruppo rock che sul palco suona in cinque. Harrison ha aggiunto che immaginare come un brano avrebbe reso dal vivo ha talvolta influenzato gli arrangiamenti. Il risultato è un lavoro asciutto, che non rinuncia alle atmosfere sognanti di sempre ma le piega a canzoni più dirette e incisive.
L’apertura affidata a New World Order chiarisce subito il clima. Soord esprime il proprio disagio per lo stato delle cose, e il suo canto morbido si scontra con l’andamento pesante della sezione ritmica, in un contrasto che accresce la tensione. Il brano è accompagnato da un video firmato dallo storico collaboratore George Laycock di Black Tide Productions. Segue Hold the Ashes, già pubblicata a giugno in vista di alcune date europee, che parte con un piglio più spigoloso e lascia che una melodia di chitarra ne sviluppi carattere e pulsazione. Con Still Living arriva il primo vero momento di raccoglimento: una ballata in cui la sfida si traduce in armonie vocali.
God Knows, terzo estratto, alterna passaggi atmosferici e aperture da inno. Soord l’ha definita in larga parte autobiografica, una resa dei conti con i propri rimpianti e con gli errori commessi verso gli altri. Il cuore del disco batte però nella parte centrale, dove This Empty Space e Scattering Like Flies superano entrambe i sei minuti: nella seconda, brano dalla forma mutevole, gli assoli di chitarra rendono quasi tangibile il panico evocato dal testo.
Through the Noise e Who Wants It? mantengono la misura compatta che caratterizza l’intera scaletta, prima del congedo di No Exceptions, il brano più lungo con i suoi 7 minuti e 16 secondi, per una durata complessiva di poco inferiore ai 48 minuti. In chiusura Soord si stupisce di riuscire a vivere un’altra notte in mezzo al caos, sigillo coerente per un album che raccoglie istantanee di una società in tumulto.
Far and Wide riprende i temi già affrontati in It Leads To This del 2024, dove la band rifletteva sul mondo e sulle sfide che attendono le nuove generazioni. Anche la copertina ha una storia: raffigura una scultura astratta del compianto Michael Schoenholtz, padre di Hannah, compagna di lunga data di Harrison.
Per chi ama l’ascolto ad alta fedeltà vale la pena segnalare l’edizione limitata in doppio CD e Blu-ray, con il brano aggiuntivo Daylight, un secondo disco di versioni strumentali e i missaggi in Dolby Atmos, DTS-HD 5.1 e stereo 24/48.
Chi cercava le suite sterminate degli esordi potrebbe trovare questo disco fin troppo misurato. Eppure la scelta della sottrazione è il suo pregio maggiore: i The Pineapple Thief suonano oggi come una band compatta e consapevole, capace di trasformare l’inquietudine del presente in canzoni nitide, potenti e mai banali.
The Pineapple Thief – Far and Wide in Vinile e in CD
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