Tacet Tacet Tacet
Fickle
(Attenuation Circuit, Bloody Sound, Gross Diskos, Light Item, Slowth Records)
ambient
Il terzo album di Francesco Zedde arriva come una sintesi matura di otto anni di sperimentazione sonora, confermando il progetto Tacet Tacet Tacet come una delle voci più raffinate della scena ambient europea. Fickle non è solo un’evoluzione tecnica, ma una dichiarazione d’identità artistica che colloca definitivamente l’artista marchigiano nel pantheon degli sperimentatori contemporanei più convincenti.
Uscito attraverso una costellazione di etichette indipendenti (Attenuation Circuit, Bloody Sound, Gross Diskos, Light Item, Slowth Records), l’album rappresenta il culmine di materiale registrato tra il 2017 e il 2023 in diverse località europee. La strategia multi-label non è casuale, riflette l’approccio deterritorializzato di Zedde, che dalla sua base di Utrecht ha costruito una rete di collaborazioni che abbraccia l’intera scena sperimentale europea.
Se Perpetual (2017) aveva segnato l’abbandono delle strutture melodiche tradizionali a favore di forme inusuali, Fickle rappresenta la maturazione di quel percorso. L’album non rinuncia alla complessità, ma la organizza in architetture sonore più accessibili, mantenendo il rigore accademico che distingue il lavoro di Zedde dal panorama ambient più commerciale.
Le sei composizioni che compongono l’album, co-scritte in parte con Jacopo Mittino (52 Hearts Whale), dimostrano una padronanza tecnica che abbraccia granulazione, pitch shifting, risampling e field recording. La collaborazione con Rea Dubach su Recurrence introduce una componente vocale trattata che non tradisce mai l’estetica dell’insieme, confermando l’abilità di Zedde nel gestire elementi eterogenei senza perdere coerenza stilistica.
L’influenza degli artisti nordici non è mai stata così evidente nel lavoro di Tacet Tacet Tacet, Ólafur Arnalds e Tim Hecker su tutti, senza cadere nella mimesi. Il lavoro di field recording realizzato durante i viaggi in Islanda emerge come elemento strutturale, non decorativo, creando quella “sospensione tra il beato e il tragico” che Caterina Barbieri identifica come caratteristica distintiva della sensibilità italiana contemporanea. La lezione dei Boards of Canada si sente nella gestione nostalgica del materiale sonoro, mentre i glitch richiamano le prime produzioni dei Múm.
Il titolo Fickle (volubile, incostante) suggerisce un’estetica dell’instabilità che l’album trasforma in principio compositivo, creando un percorso d’ascolto che non concede mai il comfort della prevedibilità, pur senza cadere nel manierismo, costruendo composizioni che respirano naturalmente tra tensione e rilascio.
Fickle conferma Francesco Zedde come una delle voci più mature della scena ambient europea, capace di combinare rigore accademico e sensibilità popolare senza tradire né l’uno né l’altra.
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