Rosanna Napoli
Med.it.jazz
(Autoproduzione)
jazz, vocal jazz, brasilian
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L’indecisione è la piacevole chiave di lettura della parabola artistica di Rosanna Napoli, che qualche anno dopo Balena D’Aprile ci riprova con Med.it.jazz.
Studia Belle Arti, scrive e canta per colonne sonore, passa al jazz, poi la troviamo nel compianto programma della domenica pomeriggio di Rai1 Discoring, la riscopriamo pittrice e poi di nuovo al servizio del jazz.
Quello a cui si dedica Rosanna Napoli gli americani lo definiscono vocal jazz, ovvero una forma di jazz in cui la voce, generalmente femminile, è assoluta protagonista e viene trattata anche e soprattutto come uno strumento musicale.
Quelle proposte in Medit.jazz sono delle cover a metà; la Napoli, infatti, riprende Cole Porter, Jobin, Joao Gilberto, Rosa Passos, Ivan Lins,Mal Waldrom e altri ancora, ne riarrangia la musica (insieme alla sua band di jazzisti sopraffini), ma al contempo ne riscrive completamente i testi in italiano, che non sono semplicemente una traduzione o un adattamento, ma nuovi di zecca.
Coraggio da vendere, quindi, quello di Rosanna, nel voler abbattere qualsiasi barriera di genere, confondendola anche con materiale di prima mano. Scommessa vinta in scioltezza grazie a un gusto per gli arrangiamenti che riserva molte sorprese e – soprattutto – grazie al suo stile vocale che, senza false pudicizie, s’appropria di quello che ormai è diventato un patrimonio nazionale, ovvero lo stile reso famoso da Mina. La Napoli ci mette del suo, certo, e approfitta anche del regalo fattole da Madre Natura, ovvero una voce davvero possente, affinata da anni e anni di studio, che lei rende tavolozza di espressioni ed emozioni, miracolo possibile solo da chi ha un animo artistico a tutto tondo, da chi sente la musica. Proprio come fa Rosanna Napoli.
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