Van Halen: A Different Kind Of Truth

A Different Kind Of Truth è il ritorno atteso e scanzonato dei Van Halen, che appaiono in forma smagliante

Van Halen

A Different Kind Of Truth

(Cd, Interscope)

heavy metal, hard rock

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van-halen-2012Van Halen: li ritroviamo a quattordici anni di distanza dal loro ultimo disco con A Different Kind Of Truth, e loro quasi ritrovano lo smalto degli albori, regalando un album energico e fortemente ironico, mordace, scanzonato. Ritorna alla voce David Lee Roth, e al basso figura il giovanissimo Wolfgang Van Halen.

Insomma, la parola ‘ritorno’ sembra ricorrere spesso, qui, quasi a essere la chiave di volta di questo nuovo album della storica band californiana. Un ritorno fresco ed estroso, tuttavia, che non ha nulla di ingessato o polveroso. L’atmosfera è frizzante, elettrica e a tratti devo dire quasi allegra, che comunica un’energia positiva. Riesce a scacciare via i pensieri cupi, inseguendo i riff contorti e le andature sincopate dei pezzi.

Ad aprire il disco, appunto in questo clima, il primo singolo estratto dall’album, Tattoo, da subito scalatore di classifiche, con le sue chitarre affilate e l’ampio respiro. L’album incalza con il rapido She’s The Woman e You And Your Blues, intricato e paradossalmente allegro. Sembra un’opera incasinata e divertente China Town, che dispiega le sue ali fino a lambire l’orecchiabile e vibrante Blood And Fire. Un po’ più nero e sporco Bullethead, mentre in As Is ci sono gradevoli passaggi al confine col blues.

La corsa è a perdifiato, con il ritmo elettrico e cupo di Honeybabsweetiedoll e gli stralci ipnotici di The Trouble With Never. Caotici, allegri, buffi, i successivi due brani, Outta Space e il notevole Stay Frosty. Per quanto mi riguarda, conclusione un po’ più debole con Big River, pur molto orecchiabile, e l’abbraccio collettivo di Beats Workin’.

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Miranda Saccaro
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