Seraphic Eyes: Hope

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Seraphic Eyes

Hope

(VREC 236)

alternative rock, grunge

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https://www.youtube.com/watch?v=GlMc5iLn-KQ

 

recensione Seraphic Eyes- HopeHope è il secondo LP dei Seraphic Eyes, trio rock grunge che si muove da tempo nell’entroterra biellese. Il disco è stato prodotto da Pietro Foresti, produttore multiplatino di artisti americani tra i quali membri di Guns’n’Roses, Korn, Asian Dub Fondation, Unwritten Law e mixato da David Gnozzi e Rich Veltrop.

Hope è la speranza delle generazioni future, speranza di un cambiamento di mentalità, di un passaggio ad un’altra vita alternativa, più consapevole ed ecosostenibile, fatta di valori e ragioni di vita. Il sound abrasivo degli Seraphic Eyes in Losing Souls o Crocodile Boots viene calmierato da ballad come Time to go o la stessa Hope dove il cantato si fa sussurrato e profondo. Non mancano le parti più corali come You Will Know o Another Life, singolo di debutto, vere e proprie rock song dal potenziale commerciale. Il sound è chiaramente riconducibile alla scena di Seattle in cui abbiamo conosciuto i primi Nirvana, i Foo Fighers o i brani più punk dei Bad Religion.

I Seraphic Eyes si sono formati nel con un sound prettamente anni novanta tra Nirvana, Pearl Jam e Smashing Pumpkins e hanno all’attivo due EP, Heritage e Unplugged In The Kitchen, e un album di esordio Unity.

Hope si struttura in tredici brani, sin dalla prima traccia, Losing Soul,  si può apprezzare una voce veramente interessante, cosi come il sound stesso. Le influenze sono percepibili, ma comunque il gruppo è riuscito ad emergere nel migliore dei modi. Sicuramente interessanti sono anche la chitarra e la batteria nel connubio melodico ad esempio della seconda traccia, Crocodile Boots.

Interessante sarebbe riuscire a vederli dal vivo, capire quanto reggano un palco, ma solo da questo EP posso solo dire a chi ama il rock con influenze grunge di tenerli assolutamente d’occhio. Non perdeteli perché i Seraphic Eyes sono veramente un bel trio che potrebbe emergere molto bene se ben seguiti da qualche major e dall’affetto dei fans.

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