Papa Roach: The Connection

La Connection del titolo della nuova fatica dei Papa Roach è quella fra il passato nu-metal della band e le moderne derive dell'hard rock in generale. Il risultato? Un disco piacevole e maturo, che non insegue inutili sperimentazioni

Papa Roach

The Connection

(Cd, Eleven Seven Music)

nu-metal, crossover, alternative metal

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Papa-Roach-The-ConnectionI fasti di Infest sono passati e (forse) non torneranno mai più. Ma i Papa Roach non se ne curano e ci (ri)provano col nuovo The Connection.

Superati i problemi personali di Coby Dick, il cantante del gruppo che di recente era caduto in depressione, i Papa Roach del 2012 sono una specie di ponte tra gli esordi al fulmicotone del nu-metal, infezioni elettroniche moderno-contemporanee e tentazioni alt-metal di matrice mainstream.

Parliamoci chiaro, The Connection è un album piacevolissimo, aggressivo dall’inizio alla fine, che mescola con sapienza riff duri, ritmi trascinanti e un cantato che (ancora una volta/talvolta, vivaddio) cede al rap.

Con i portabandiera del genere ormai pericolosamente involuti in loro stessi (Limp Bizkit, Incubus, Filter) nonostante i tentativi di commistione con la moderna dance (Korn) e i “nuovi alfieri” sempre più orientati solo alle ragazzine (Linkin’ Park, che il Cielo li aiuti), i Papa Roach riescono a confezionare un disco che non brilla certo per particolari originalità e/o nuove invenzioni, ma si fa prendere sul serio per la suona buona fattura, felici intuizioni melodiche e robuste bordate di energia allo stato puro. Mica poco, specie di questi tempi.

Before I Die tiene a precisare che i “nostri” non solo solo capaci di assalti chitarra-batteria mozzafiato (Still Swinning), ma anche di gustose ballads; curiosa Leader of the Broken Hards, col cantato di Coby Dick che in alcuni momenti rimanda a Cobain. Breath You In, giusto per fare un esempio, è invece un ottimo brano che ci rimette in pace con i Papa Roach più belligeranti.

The Connection suona piacevolmente contemporaneo, senza voler rincorrere inutili tentativi di novità frutto di commistioni che potrebbero suonare imbarazzanti. Farà felici anche i semplici appassionati di hard rock, anche i più giovani che della band californiano non serbano particolari ricordi.

Sito: www.paparoach.com

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Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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