Neoprimitivi: recensione di Orgia Mistero

Lasciate ogni speranza, o voi che entrate. Nella musica dei Neoprimitivi non c’è niente da capire: solo da ascoltare e da goderne.

Neoprimitivi

Orgia Mistero

(42 Records)

prog, rock, psichedelia


Orgia Mistero non è un album di debutto che segue i canoni della discografia, men che meno quella dei nostri tempi, caratterizzati da brani brevi e d’effetto destinati a dominare le classifiche per un periodo di tempo imprecisato. No, Orgia Mistero è un viaggio nella sperimentazione e nella libertà di espressione di un gruppo di musicisti, i Neoprimitivi, che è ben lungi dall’essere fine a se stesso. Non ci troviamo davanti a un mero esercizio di stile, ma a un’urgenza creativa finalizzata a dare vita a qualcosa di tangibile e concreto, destinato a durate nel tempo. E si sente.

A partire dalla struttura: un lato A dominato da Sul Globo d’Argento, una suite di una ventina di minuti circa nella quale si alternano sonorità psichedeliche, tocchi prog e intermezzi punk. Una sintesi del “Krautpostpunksampler”, termine con il quale la band ha deciso di definire il proprio genere.

E un lato B suddiviso in tre tracce diverse tra loro, ma comunque non meno affascinanti, nelle quali si parla di intelligenza artificiale e di gnomi assassini. Il rock, il prog e il funky la fanno da padrona, ci avvolgono in atmosfere dark e misteriose, regalandoci rimandi a band come i Gong e al loro album del 1973.

Orgia Mistero è un debutto di grandissimo impatto, una rielaborazione di influenze classiche in chiave contemporanea che dichiara apertamente qual è il proprio punto di partenza, ma lascia solo intravedere quello di arrivo.

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Simona Fusetta
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