Puro Veneno: recensione di Non è mai troppo tardi

Il secondo album della band ferrarese Puro Veneno è un ritorno alle origini musicali ed emotive, caratterizzato da sonorità e liriche crude e dirette.

Puro Veneno

Non è mai troppo tardi

(Alka Record Label)

alt rock, indie rock

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Dopo un debut album datato 2022 ben accolto dalla critica, in quanto in grado di fondere un sapore squisitamente vintage con una produzione moderna, i Puro Veneno tornano con un disco che segna il ritorno alle origini musicali ed emotive della band ferrarese, caratterizzato da suoni crudi e schietti. Come la verità, che può far male ma che è indispensabile nella vita. Ed è proprio la verità a giocare un ruolo fondamentale in questo lavoro, sia a livello musicale che di liriche.

Nelle 12 tracce di Non è mai troppo tardi, il trio dimostra ancora una volta una buona padronanza della tecnica, nonché di aver fatto proprie le lezioni dei maestri del passato interiorizzando i suoni di fine/inizio millennio per reinterpretarli in modo identitario e contemporaneo, spaziando dal punk al pop, passando per il rock e addirittura attraverso qualche deriva reggae.

Spinti da un’urgenza reale lontana dagli schemi di mercato – aspetto decisamente non così comune come un tempo in questo ambiente – i Puro Veneno sono ancora più diretti ed efficaci. Sviscerano le relazioni interpersonali ancora viste come ancora di salvezza del genere umano e ci spingono a non mollare, sebbene non cerchino di venderci fuffa ma ci offrano ancora una volta uno sguardo sufficientemente lucido e disincantato sulla realtà.

I Puro Veneno portano avanti un filone, quello dell’alt rock, che negli ultimi anni non ha brillato particolarmente nel nostro paese e Non è mai troppo tardi è un inno a ricordarci che siamo sempre in tempo per far sì che le cose cambino. Anche quando sembra impossibile.

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Simona Fusetta
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