Marco Fracasia
4321 Hz
(42 Records)
dream pop, elettronica, canzone d’autore
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Dopo un paio di EP, Marco Fracasia pubblica finalmente il suo primo album, 4321 Hz, una raccolta di canzoni intime e personali accompagnate da un altrettanto interessante lavoro a livello musicale e produttivo. Lavoro che mette al centro la scrittura, ma senza appesantirla, ammantandola di quella leggerezza tipica del dream pop.
4321 Hz trae ispirazione dal romanzo di Paul Auster a cui si associa una frequenza radio immaginaria (frequenza che, per altro, percepiremo in lontananza in alcune tracce). Quella che fa da sottofondo allo scorrere dell’esistenza vista come una serie di porte non aperte e di deviazioni improvvise. Perché la vita non è solo il risultato delle scelte che facciamo, ma anche – e soprattutto – di quelle che non facciamo e che ci condizionano allo stesso modo.
La scrittura ha sicuramente un ruolo preponderante all’interno di questo disco: riflessiva e mai banale, è lo specchio della personalità dell’artista (e un po’ anche quella di tutti noi), difficile da incasellare proprio come la sua musica, che si muove in bilico tra dream pop ed elettronica, alternando melodie e rumore, synth e chitarre elettriche.
Degna di menzione è anche la modalità con cui Marco Fracasia ha messo a disposizione il suo debut album prima della release ufficiale. Le tracce erano infatti già in ascolto su un sito dedicato, nel quale si potevano ascoltare in un flusso continuo senza scaletta e senza possibilità di passare da una all’altra. Un ottimo modo per entrare nel mondo di questo musicista e per immaginare tutto quello che lo popola e che ha dato vita alle sue canzoni. Una modalità diversa e lontana dalle leggi di mercato, ma di sicuro più vicina al sentire comune.
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