Monarchy: Abnocto

La presa di posizione stilistica dei Monarchy, che con bordate di synth fanno suonare Abnocto così come il pop degli anni '10 esige, non implica necessariamente canzoncine scaccia pensieri
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Monarchy

Abnocto

(Hacan Sound)

synth-pop

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recensione-Monarchy- AbnoctoAustraliani entrambi e conosciutisi a Londra, Andrew Armstrong (DJ, produttore) e Ra Nero (voce, testi) formano i Monarchy e Abnocto è il loro secondo album.

Attivi dal 2011, hanno in curriculum prestigiosi remix, ma soprattutto molti bagni di folla, concerti che hanno in molti modi modificato il loro modo di approcciarsi alla canzone, cambiandone le modalità compositive per arrivare a quello che oggi troviamo in Abnocto.

L’eterogeneità è il limite e la forza dei Monarchy, che snocciolano canzoni come se ognuna fosse fine a sé stessa, incuranti di tessere un qualsiasi filo rosso o minimo comune denominatore per l’album.

La presa di posizione stilistica dei Monarchy, che con bordate di synth suonano moderni come gli anni ’10 esigono, non implica necessariamente canzoncine scaccia pensieri. Anzi. Anche quando lo sembrano, senza nessuna necessità di “urlare” i Monarchy dicono la loro anche con allusioni politiche (Dancing in the Corner), o affrontando lo scottante tema dell’omofobia (Andrew Armstrong di recente ha fatto outing).

L’album è praticamente tutto realizzato in casa, mentre solo il brano Disintegration ha come guest vocalist la rediviva Dita Von Teese in quella che è una delle tracce più dance dell’album.

Seppure non una vera e propria sorpresa (alcune canzoni erano già presenti in un Ep uscito la scorsa estate) Abnocto è un album intelligente, piacevole e che mette una importante ipoteca per il radioso futuro dei Monarchy.

 

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Massimo Garofalo
Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock. Parola d'ordine: curiosità. Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)