Mindcrime: Checkmate the King

I queensrycheiani Mindcrime pubblicano il loro album d’esordio Checkmate the King, undici brani nati dall’esperienza ventennale di rocker navigati con la capacità di comporre brani stimolanti

Mindcrime

Checkmate the King

(Red Cat Records)

metal

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Mindcrime recensione Checkmate the KingBuona parte dei musicisti che compongono i Mindcrime suonavano insieme negli italici rocker SOS negli anni ’90. Cinque anni fa il chitarrista Maurizio Taccioli, il batterista Dario Calì e il singer Bruno Baudo si sono rivisti per mettere insieme una tribute band dei Queensryche, ottima band prog-grunge-metal seattliana che ha  sfornato un paio di concept album indimenticabili. Con l’innesto di Adriano Cilenti al basso e Michele Serra alla chitarra, la band romana ha poi virato nella composizione di brani propri e ne è nato questo Checkmate the King, album d’esordio della nuova formazione.

La scelta è stata azzeccata perché le undici tracce di questo disco sono frutto della passione e dell’esperienza ormai consolidata del quintetto dopo tutti questi anni. Il prodotto appare davvero ben confezionato, con riff rocciosi e ritmi trascinanti orientati su sonorità metal compatte ma tendenti all’hard rock piuttosto che verso sfumature progressive, come si riscontra nell’ultima canzone, You Always Believed  In Me. Ballad di rock classic si fanno strada dopo quattro cavalcate di apertura, Once Upon a Day è più sentimentale, mentre War in The Name in Peace strizza l’occhio ad armonie nu-metal e Paths Paved With Gold è il pezzo in apparenza più acustico.

La voce di Bruno Baudo sembra anche migliorata rispetto a 20 anni fa e scivola via egregiamente nelle tracce del loro disco. I compagni di sala prove non sono da meno, un comparto ritmico in simbiosi e assoli brevi ed efficaci rendono quest’oretta tempo usato bene. Fa piacere che oggi sia più facile realizzare un disco se si dispone di un piccolo budget, di esperienza e non tante aspettative. I brani risultano orecchiabili, piacevoli e cucinati a puntino, con attenzione agli arrangiamenti.

Perché come una partita a scacchi, invece di adottare false mosse, i Mindcrime abbracciano una strategia basata sull’essere se stessi, senza doversi mettere in gioco a tutti i costi accontentando il business, ma mostrandosi per quello che gli piace fare. E’ un peccato che negli anni 80 e 90 molte band non abbiano avuto la visibilità di oggi con internet, perché le radio forse oggi avrebbero trasmesso molto più rock e meno neomelodici patinati o profeti dell’hip hop. Bentornati.

Sito web: www.mindcrimeitaly.com

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Luca Paisiello
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