Laika Nello Spazio
Macerie
(Overdub)
rock
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Non è semplice descrivere questa nuova fatica dei Laika Nello Spazio. Macerie è il loro ultimo disco e che trova un palese e forte conforto nella tradizione rock alternativa italiana degli ultimi anni, quella poco incline alla melodia e, di contro, molto legata ai testi e alle sonorità ostiche e poco fruibili.
A partire dalla titletrack, che strizza l’occhio ai primissimi Marlene Kuntz, si viaggia in un mondo assolutamente impervio e non facile, quasi a volere continuare il discorso intrapreso da gente come Il Teatro Degli Orrori (Coprifuoco Definitivo) e One Dimensional Man (Schrodinger).
Ci sono momenti anche più riflessivi e intimi (Evento Sentinella), ma si ha sempre l’impressione che manchi un centesimo per fare una lira quando si scorrono e si riscorrono le canzoni che si trovano all’interno di questo disco.
Sebbene siano molto bravi strumentalmente, a nostro avviso i Laika Nello Spazio non ingranano (non ce ne vogliano) da un punto di vista del songwriting, che sembra essere autoindulgente e poco propenso, invece, ad avere un taglio che possa dare conforto alla collettività.
Sembra, come spesso accade per i gruppi di nuova generazione, che la melodia (quella che ti fa ricordare una canzone a distanza di anni) sia una specie di peccato mortale da cui tenersi alla larga e che per forza di cose non deve e non può essere usata.
È una tendenza continua e corrente dei nostri strani periodi che stiamo vivendo (che piace moltissimo a “certa critica DOTTA”) e che, probabilmente, ci fa apparire vecchi agli occhi di questi giovani artisti che vogliono fare un percorso musicale tutto loro, come, comunque, è chiaramente giusto che sia.
Allo stesso tempo, però, non possiamo esimerci dal dire che a questa musica, così come ci viene confezionata e proposta, preferiamo quella della “vecchia guardia” (come, ad esempio, gli stessi Marlene Kuntz o gli Scisma) che ancora oggi ci suscita emozioni.
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