La Metralli: Ascendente

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La Metralli

Ascendente

(A Buzz Supreme)

canzone d’autore

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recensione La Metralli AscendenteSimona Fusetta ci aveva recensito i La Metralli in occasione del loro terzo album, accostandoli anche a Cristina Donà. Ricevendo Ascendente in consegna da Massimo Garofalo, il RockDirettore che distribuisce i dischi a noi redattori; non avendo mai ascoltato questo quintetto bolognese, dopo i primi passaggi di Sindaco e Oceano Madre in effetti mi era subito venuto in mente la cantantessa milanese.

Questo nuovo disco di 10 canzoni dei La Metralli prosegue il loro modo di fare musica trasversale, tra pop ed elettrofolk tra Nina Simone, Radiohead, Portishead, dove vige la sperimentazione e la cura del suono.

E’ un disco che vibra acustico e leggero, dove gli arrangiamenti sono semplici e ben definiti senza utilizzare synth o campionamenti, con la voce di Meike Clarelli a prenderci per mano.

Tradizione e modernità ci avvolgono con una scrittura elegante, ne sono prova canzoni come 01.52 a.m. che celebra la nascita di una loro figlia o Brecce, il singolo con tracce di elettronica mai invasive, giocando su melodie ombrose.

Il lavoro della band nata a Modena ma trapiantata a Bologna è stato spontaneo, con brani registrati senza post produzione, in poche settimane.

Il concept del disco è un viaggio verso la luce in un’epoca dominata da una lunga notte buia dalla quale non vediamo l’ora di uscirne.

Lo splendido booklet disegnato da Sara Garagnani rappresenta meduse meccaniche, creature sensuali ma anche pericolose come i temi legati all’attualità politica esposti in alcune canzoni dell’album, in particolare la vicenda che ha coinvolto Mimmo Lucano, il Sindaco di Riace, o l’avanzata in Europa della destra fascista in Nero.

Elegiaca risulta più classica e confidenziale, ballata su un arpeggio che strizza l’occhio a certe delicatezze di Thom Yorke e compagnia. Quiete ribadisce la performance vocale di Meike, una stilettata soul al cuore, un coinvolgente esercizio di scrittura dove il tintinnio di piano e chitarra ci porta dentro l’anima dei La Metralli. Subito dopo abbiamo la strumentale suggestiva atmosfera di Portami Qui, prima che il disco si concluda con una rivisitazione di Son la Mondina Son la Sfruttata insieme al Coro delle Mondine di Novi di Modena, una vera chicca bella da sentire, raggiunte in studio dall’altro coro de Le Chemin des Femmes.

Un disco dalle corde intime per chi vuole chiudere gli occhi e rilassarsi, riflettere sulle vicende politiche e su quanto le donne, nella loro bellezza interiore, siano capaci di rinnovarsi e trasformarsi.

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